Il ministro Alfano: “Città penalizzata geograficamente per l’immigrazione, adesso basta”

Il ministro Alfano: “Città penalizzata geograficamente per l’immigrazione, adesso basta”

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Il ministro dell'Interno Angelino Alfano in prefettura

Il ministro dell'Interno Angelino Alfano arriva in prefettura
Il ministro dell’Interno Angelino Alfano arriva in prefettura
Il ministro dell'Interno Angelino Alfano con Lillo Firetto
Il ministro dell’Interno Angelino Alfano con Lillo Firetto

Ci vuole un bel po’ di tempo per i funzionari di prefettura e i poliziotti in servizio d’ordine a capire che i cronisti non possono stare dietro il portone della Provincia ad aspettare di avere notizie e scattare le foto della riunione prefettizia.

Quando finalmente dietro le proteste  acconsentono a farci salire, si comprende che c’è stata pochissima intesa e una inutile prudenza tra chi doveva impostare l’accoglienza al ministro Alfano. Che si è rivelata concreta e premurosa per la sua città. A riceverlo i comandanti delle forze dell’ordine, il colonnello dei carabinieri Mettifogo che ha avuto in serbo per il ministro la splendida operazione portata a termine sugli scafisti trafficanti, il prefetto Nicola Diomede e il sindaco  Calogero Firetto. Sprizza ottimismo Angelino Alfano e ne ha tutte le ragioni visto che si trova accanto un prefetto da lui nominato e un sindaco da lui votato.

Non accade spesso questa congiunzione astrale, e proprio nella sua città  Alfano si toglie dai calzari ministeriali non il classico sassolino ma un macigno, quando soave come un angelino ringrazia tutti e in particolare il Calogero Firetto che si è dimesso da deputato per fare il sindaco e non viceversa.

Alfano non fa mistero di essersi già incontrato a Roma con Firetto e di aver fatto il punto sulla sicurezza e ribadisce che vuole sostenerlo  e accompagnarlo. Le indicazioni vanno a San Leone e al suo lungomare che appartiene ormai a tutto un hinterland viciniore mentre per Agrigento viene ricordato che è una delle città alle quali verranno date  agevolazioni al di fuori del patto di stabilità.

“Penalizzata geograficamente Agrigento ma adesso basta”. Sul commercio abusivo il ministro sottolinea che è uno dei punti importanti che lo hanno condotto ad Agrigento e che farà una direttiva a livello nazionale contro la contraffazione e il commercio abusivo per romperne la filiera. Dopo un’ora di lavoro a porte chiuse, Alfano ha esternato ai cronisti la sua soddisfazione per  aver spaziato su tutti i temi che riguardano l’ordine e la sicurezza pubblica e si è complimentato con i carabinieri di Agrigento per l’operazione che ha portato alla richiesta di rinvio a 27 egiziani  e 6 cittadini italiani, indagati per la tratta di esseri umani. “Lo Stato continua la propria azione nei confronti dei trafficanti, nuovi schiavisti del XXI secolo. E penso anche - ha proseguito Alfano – che questa azione debba essere guardata con grande attenzione da tutta la comunità internazionale che ha di fronte azioni dello Stato italiano  capaci di dimostrare quanto pericoloso e cinico sia il traffico di esseri umani nel Mediterraneo”.

Dalle parole di Alfano e in riferimento al neo sindaco Firetto traspare e viene confermato quello che ci si è sempre augurato e cioè una collaborazione operosa tra governo nazionale e governo della città. Primo argomento comune quello della sicurezza e l’ordine, essenziali per una città d’integrazione come la nostra e per questo ha citato come sia stata scongiurata la creazione di una tendopoli a San Leone. Tra gli argomenti toccati dal ministro non poteva mancare il problema universitario per il quale si sta operando per un rilancio già stilato in un lavoro di sintesi che sarà discusso in una prossima riunione a Roma tra  rettore e altri esperti. L’Università agrigentina dovrà essere rilanciata con una nuova vocazione che può essere quella di studiare la questione dell’immigrazione, ma non solo, occorrerà riprendere la mai dimenticata vocazione ai beni culturali.  E sotto questo aspetto Alfano annuncia per il mese di luglio la concretizzazione di una grande mostra di forte richiamo turistico ad Agrigento: ”Dovrebbe arrivare qui un Bernini per ottemperare alla vocazione culturale e turistica delle grandi mostre”.

Non par vero ma dalle statistiche – dice Alfano – si legge una diminuzione della  criminalità. Sono indici positivi e in decremento rispetto a identici periodi dell’anno passato.  Anche se ci sarebbe da notare che oggi ad Agrigento c’è  ben poco da rubare o ”incravattare”. Quando prende la parola  Firetto, il neo-sindaco ringrazia il ministro per la sua attenzione e spera di creare una intelaiatura con gli agrigentini sparsi per la nazione, ma anche  con le forze dell’ordine: ”Noto in questa prima fase di avvio tanti segnali positivi, tanta gente che vuol fare qualcosa per la sua città, che vogliono riappropriarsi di essere agrigentini e di vedere illustrata sulla stampa una città diversa. Una città che comincia ad acquisire un decoro urbano e per la quale faremo quest’estate altre  piccole e grandi iniziative che servano a restituire legalità in collaborazione con questura, prefettura, vigili urbani ai quali va il mio grazie e le altre istituzioni”.

Una delle ultime notazioni il ministro la riserva al problema delle contraffazioni e dopo avere ringraziato le forze dell’ordine per le passate operazioni che riguardavano tra l’altro i furti di rame,  annuncia  un disegno di legge sulla sicurezza urbana che ha lo scopo di dare più strumenti normativi ai magistrati, più poteri ai sindaci e più strumenti alle forze dell’ordine per tutelare meglio sicurezza e decoro urbano che non può essere rovinato  dalla insicurezza e dalla mancanza.

Legge che andrà in Parlamento in tempi molto rapidi.

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