Agrigento, “caso” Piazza Cavour, interviene il consigliere Spataro

Agrigento, “caso” Piazza Cavour, interviene il consigliere Spataro

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“Specie nel periodo autunnale e nella stagione invernale la tenda, gestita dalla comunità “Porta Aperta”, ha rappresentato per i bimbi e le famiglie l’unico punto di riferimento ludico, l’unica realtà di aggregazione sociale operante, a costo zero, nella città di Agrigento. Una missione, nobile, sonoramente mortificata e cacciata via da piazza Cavour. Oggi, in quella stessa area, l’amministrazione comunale ha autorizzato l’installazione di alcuni giochi, che certamente faranno divertire i piccoli, ma che non sostituiscono la funzione sociale della Comunità”.

Il consigliere comunale del gruppo “Uniti per la Città”, Pasquale Spataro, parla di scelta, “frutto – spiega – di meri e freddi ragionamenti contabili. Una scelta errata – aggiunge Spataro – perché, a mio avviso, chi ha responsabilità di governare un territorio ha il dovere di attenzionare anche e soprattutto l’aspetto sociale. E’ chiamato a salvaguardare e a valorizzare tutte quelle iniziative, lodevoli, come quella offerta dalle suore, anche se per le casse comunali non producono un solo centesimo. Quindi non riesco, pur sforzandomi, a capire come il Comune di Agrigento possa aver dato il benservito a queste benedette donne, le quali, con grande amore, dedizione e sacrificio quotidiano, offrivano un apprezzatissimo servizio, a titolo gratuito, all’intera città, colmando sostanzialmente un vuoto dettato proprio dall’inadeguatezza e insensibilità delle istituzioni locali – osserva Spataro – e adesso aprire le porte della piazza al business delle giostre che qualche spicciolo, chiaramente, lo verseranno a Palazzo dei Giganti.

In questo caso, incassando i soldi del suolo pubblico, il decoro urbano e gli spazi liberi, tanto decantati, perdono di significato e retrocedono nella scaletta delle priorità? Mi auguro – conclude Pasquale Spataro – che si torni a ragionare, che torni a fare capolino il senso di responsabilità e la tenda torni al suo posto, o quanto meno venga collocata in un’area centrale della città. Rinnovo l’appello all’amministrazione attiva, e mi rivolgo anche alle Ferrovie dello Stato, affinché si trovi un accordo per offrire una fetta dello spazio di piazza Marconi alle suore, desiderose di riavviare prima possibile la loro proficua missione a favore della città”.

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