Agrigento

Akragas, quo vado? Questo silenzio fa molto rumore

Il presidente Alessi, con Tirri e Giaravini

Il presidente Alessi, con Tirri e Giaravini

Non c’è nulla di semplice ad Agrigento. Dal mese di Novembre ai giorni d’oggi, i biancazzurri sono stati letteralmente divorati da un vortice che ha inghiottito, in ordine di tempo, squadra e società aprendo delle maglie scure per il futuro della squadra e la permanenza in Lega Pro che, in queste condizioni, appare sempre più difficile. Eppure le premesse iniziali avvenute a giochi ancora fermi erano fra le più rosee: progetti ben studiati apparentemente, ricapitalizzazione, aumenti di capitali, cambi di proprietà con un occhio al futuro, una tanto auspicata solidità societaria che avrebbe permesso all’Akragas di “raggiungere entro due anni il campionato di Serie B: prima con una salvezza tranquilla al primo anno di terza serie e , successivamente, l’assalto alla serie Cadetta.”

Akragas - Melfi, espulsione Legrottaglie

Akragas – Melfi, espulsione Legrottaglie

Ma si sa, soprattutto nel calcio ma più in generale in qualsiasi aspetto della vita, le parole contano poco se non ad alleviare momentaneamente i bollenti spiriti. E, probabilmente, tutti noi ci siamo anche gasati quando il nuovo presidente dell’Akragas, subentrato alla vecchia proprietà con un nuovo entourage, sbandierava l’inizio di una nuova era ad Agrigento.  Ma questa nuova era, tanto attesa e annunciata, sembra si sia arenata negli ultimi giorni del 2015, a soltanto sei mesi dall’inizio dell’avventura per la nuova proprietà. A far sgretolare i castelli, seppur di sabbia, costruiti ci ha pensato un post su Facebook del presidente Marcello Giavarini che in buona sostanza, dopo aver fatto nomi e cognomi, chiedeva il saldo delle quote societarie per affrontare le spese correnti della stagione e il mercato di riparazione. Senza volerci addentrare nella veridicità delle affermazioni, nei particolari che riguardano comunque i soggetti attivi all’interno della macchina “Akragas”, ci preme sottolineare due cose, avanzando con estrema umiltà delle critiche: la prima riguarda lo squallido teatrino consumatosi sui social network, dove tutti, senza esclusione alcuna, hanno assistito ad un vero e proprio consiglio di amministrazione virtuale, fatto e condito da comunicati stampa personali, post venuti fuori da profili in pieno stile nerd. Insomma, tutto ciò che si dovrebbe evitare all’interno di una società di calcio professionistica che milita in Lega Pro; il secondo punto che inevitabilmente salta all’occhio è il domandarsi continuamente di come sia possibile, per una squadra che ha vissuto appena 6 mesi fa una ricapitalizzazione, un cambio al vertice di società e una nuova spinta capitale, parlare di crisi economica, di completare il rientro delle quote “per finire la stagione” e, addirittura, ” trovare i capitali per effettuare il mercato di riparazione”.

Proprio da questa ultima affermazione sarebbe utile affrontare, adesso, la questione squisitamente tecnico-tattico che, inevitabilmente, si lega alla crisi societaria che è in corso fra le due “fazioni” che gestiscono la squadra. L’Akragas, subito dopo essersi iscritta al Campionato di Lega Pro, ha cominciato il suo primo mercato, dopo 30 anni, nel professionismo. Sotto la guida di Peppino Tirri, braccio destro del presidente Marcello Giavarini, sono state condotte trattative che hanno portato ad Agrigento, che ricordiamo veniva dalla vittoria di due campionati in tre anni, ad una vera e propria rivoluzione. Dell’ossatura di quella squadra che aveva conquistato sul campo e di diritto la promozione in Lega Pro non è stato riconfermato alcuno, se non Peppe Savanarola. Dunque, una rivoluzione totale che ha visto cambiare integralmente gli interpreti, sia in società che in squadra, dell’Akragas. I risultati? Buoni, forse spinti dall’entusiasmo iniziale. Non appena ci si è addentrati nel mese di Novembre la squadra si è palesata per quello che, forse, è: una mediocre squadra con evidenti lacune e limiti tecnici,tattici e comportamentali. Della rivoluzionaria campagna acquisti avvenuta in estate non rimane più nulla. I grandi colpi annunciati, Almiròn e Madonia su tutti, si sono rivelati delle vere e proprie fregature: il primo, in pratica, è venuto a chiudere la carriera in riva al mare di Agrigento, dopo una manciata di minuti giocati, addirittura gli è stato offerto un ruolo all’interno della società(?!); il secondo, acquistato come il giocatore più rappresentativo, si è dimostrato un fantasma nel vero senso della parola e, da qualche giorno, neanche si vede più agli allenamenti, il che lascia presagire ad una rescissione contrattuale. I giovani di bella speranza, scelti personalmente da Tirri, che hanno infuocato il mercato estivo si sono lentamente spenti, dimostrato l’inadeguatezza a questa serie, come peraltro i risultati domenica dopo domenica hanno dimostrato.

Akragas - Foggia, presidente Giavarini in tribuna

Akragas – Foggia, presidente Giavarini in tribuna

E ora? All’apertura del mercato di riparazione l’Akragas si ritrova prima di tutto senza una identità. Tenuta quasi in ostaggio dalla paura di prendere decisione alcuna, da una scarsa visione di quello che potrà essere in futuro, ma quello immediato, e una serie di sensazioni che non lasciano presagire nulla di buono. Il mercato è ovviamente al palo se prima non si risolve la situazione societaria. I nomi che girano intorno all’Akragas sono tutti in partenza: Sabatino ha raggiunto Arezzo; Savanrola, ultimo baluardo della promozione, è fuggito a gambe levate (chissà perchè) a Siracusa. Qualora dovesse andare via Legrottaglie, unico allenatore a rimanere in sella alla panchina dopo 3 punti in due mesi e ben 6 sconfitte consecutive fra le mura amiche, la lista delle partenze si farebbe ancora più lunga: a seguire l’allenatore sarebbero infatti Marino e Capuano.

Intanto, passa quasi in secondo piano la ripresa del campionato con l’Akragas che sabato pomeriggio affronterà un match del tutto semplice contro il Benevento, squadra tosta del girone C che, peraltro, bene si sta muovendo nella finestra del mercato di riparazione. Il tempo passa inesorabilmente e la città e i suoi abitanti hanno bisogno di chiarezza in tutto. Ecco, la chiarezza è un elemento che è sempre mancato , se ci permettete, a questa società fin dall’inizio. E basterebbe guardare il numero di abbonamenti per porsi due domande ……

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *

Grandangolo Agrigento il sito di notizie, attualità, cronaca, mafia della provincia di Agrigento e della Sicilia Direttore: Franco Castaldo E-mail: GRANDANGOLOAGRIGENTO@GMAIL.COM

Copyright © anno 2017 - Edizioni Grandangolo - Via Mazzini, 177 - 92100 Agrigento - Codice Issn: 2499-8907 - Iscrizione R.O.C.: 22361

To Top