Agrigento

Mafia ed Antimafia, Lo Bello: “Ad Agrigento un silenzio assordante, mantenere alta attenzione”

Conoscere la mafia per fare antimafia non solo con le parole ma con le azioni concrete che fanno diventare i giovani attori consapevoli del cambiamento sociale. Con questo obiettivo questa mattina presso il cinema “Rouge et Noir” si e’ svolta la conferenza sul progetto antimafia “Giovani cittadini consapevoli, attivi e responsabili” curato dal centro Pio La Torre sul tema “La presenza delle mafie nell’economia globale, le nuove diseguaglianze e l’esigenza di nuovi strumenti di contrasto nazionali ed internazionali”.

Il progetto quest’anno coinvolge 114 scuole superiori italiane di tutte le regioni. Questa mattina hanno partecipato una ventina di delegazioni di scuole di Palermo mentre gli altri hanno partecipato in videoconferenza. Hanno partecipato, Vito Lo Monaco presidente del Centro Pio La Torre, Antonio La Spina, docente di sociologia, Mariella Lo Bello vicepresidente della regione ed assessore alle Attivita’ produttive ed Ernesto Savona docente e direttore di Transcrime.

“Cinque sono stati nell’ultimo periodo i temi centrali forti che hanno travolto l’Isola con il suo intreccio tra mafia e colletti bianchi: acqua, energia, rifiuti, sanita’ e formazione – afferma Mariella Lo Bello, vicepresidente della regione -. Occorre continuare ad attivarsi a tutti livelli per l’estirpazione della mafia alla radice che si annida da tutti le parti. Sappiamo bene come a Palermo a volte aprire o chiudere un negozio cosa possa comportare. Ed e’ pure difficile per chi vuole uscire da un circuito illegale riuscire spesso a percepire la vicinanza ed il sostegno dello Stato attraverso tutte le sue forme”.

“I giovani hanno il compito di maturare – continua Lo Bello – gradualmente un’antimafia che li spinga a proseguire nell’esempio di figure che hanno fatto la storia della Sicilia come Pio La Torre. La Sicilia ha tanti luoghi che sono ancora silenti. Ad Agrigento, per esempio, in questo momento, rispetto a Palermo o a Catania dove l’antimafia e mafia sono piu’ visibili, c’e’ un silenzio assordante che ci deve fare mantenere alta l’attenzione. Il contrasto deve avvenire oggi a tutti i livelli affinche’ si inneschi un reale cambiamento culturale ed i giovani devono avere il tempo di maturare un tema cosi’ delicato per garantire un futuro diverso”.

“La complessita’ del fenomeno mafioso sia nazionale che internazionale – sottolinea Vito Lo Monaco presidente del Centro studi Pio La Torre – va approfondita. Da i giovani va compresa la sua evoluzione ed il suo processo di sviluppo fondato dalle diseguaglianze tra nord e sud, tra ricchi e poveri. I ragazzi sono invitati ad interagire in vario modo attraverso il web e gli strumenti mediatici. L’intento e’ quello di accrescere sempre piu’ la loro capacita’ di riflessione, il grado di consapevolezza e la responsabilita’ sulla criminalita’ e sulle strade dell’antimafia. C’e’ poi un altro aspetto piu’ delicato e complicato da fare conoscere che e’ il legame stretto tra mafia, politica e affari che e’ in continua evoluzione.

Ai ragazzi vanno forniti strumenti di partecipazione e stimoli adeguati per indurli ad un’analisi critica affinche’ da adulti possano essere attori responsabili della societa’ in tema di diritti e di doveri”. “Ho partecipato spesso a molti incontri su questi tema – dice Giovanni Fardella di 17 anni che frequenta il liceo classico Vittorio Emanuele II -. Non basta soltanto parlare del tema che puo’ essere riduttivo ma e’ importante capire anche i meccanismi pratici fatti di azioni che caratterizzano un sistema criminale. Studiare il fenomeno va bene ma non dobbiamo fermarci soltanto a quello se poi vogliamo agire concretamente e sapere discernere chi ci sta attorno ogni giorno a partire e capire le ingiustizie di vario tipo. La mafia, inoltre, non e’ solo in Sicilia e per questo e’ giusto inquadrarla sia a livello nazionale che internazionale per riuscire a contrastarla nel migliore dei modi”.

“Oltre alla crescita della consapevolezza – afferma il sociologo Antonio La Spina – ai giovani non bisogna dare per scontato nulla senza cadere nelle semplificazioni. Sicuramente, oltre a queste iniziative, un ruolo centrale possono averlo i docenti. I concetti vanno problematizzati che non significa fare discorsi accademici e complicati ma articolarli in maniera semplice in modo da discuterne e creare un dibattito. Si favorisce in questo modo la dimensione dinamica della comunicazione interattiva che lascia sicuramente una traccia conoscitiva maggiore ai ragazzi. E’ importante anche parlare ed agganciarsi, dove e’ possibile, alle loro esperienze dirette per stimolare maggiormente la loro capacita’ di percezione e di conseguente consapevolezza del fenomeno. Vanno anche proposte delle attivita’ concrete attraverso cui escono dalla genericita’, cominciando a diventare cittadini responsabili per esempio con il consumo critico, l’attenzione alla politica e tanto altro”. Il progetto antimafia del Centro Studi Pio La Torre, per l’anno scolastico 2015/2016, giunto alla decima edizione di svolgimento, persegue la finalita’ di accrescere la conoscenza e la valutazione critica delle mafie, del loro ruolo negativo nelle societa’ nazionali, dei loro rapporti complessi con la realta’ economica, sociale, istituzionale, politica. E’ un obiettivo del progetto esaminare i vari aspetti dell’evoluzione delle mafie anche alla luce dei nuovi orientamenti maturati a livello dell’Unione Europea.

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