Di Rosa: “Sfascio depuratore Villaggio Mosè, inefficienza della Regione siciliana”

Di Rosa: “Sfascio depuratore Villaggio Mosè, inefficienza della Regione siciliana”

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Giuseppe Di Rosa

Verbale della delibera Assenti Fontana e Amico
Verbale della delibera Assenti Fontana e Amico

Ancora una conferenza stampa dell’ex-candidato sindaco Giuseppe Di Rosa che non si rassegna (e ci invita a non rassegnarci) alla mala-amministrazione sia regionale che cittadina.

Non solo, mai avremmo immaginato che la tollerante e democristianissima Agrigento oggi, sia costretta a dar credito all’opposizione  politica e amministrativa  manifestata da  Giuseppe Di Rosa di “Noi con Salvini”.

Uno dei documenti  portati da Di Rosa in conferenza stampa
Uno dei documenti portati da Di Rosa in conferenza stampa

Vale a dire di un seguace del  leader della Lega Nord, mai tenero con il meridione e che nelle recenti elezioni fu  accolto ad Agrigento con civismo sorprendente a fronte delle proteste di folla in altre città siciliane. Un segnale di crisi che oggi dobbiamo sottoporre all’attenzione della cronaca agrigentina e di come i flussi del consenso civico saltino a piè pari partitini tradizionali e cespugli familistici.

Di Rosa in conferenza stampa
Di Rosa in conferenza stampa
Di Rosa informa i cronisti
Di Rosa informa i cronisti

Querelato (per la denuncia di  nullità di certi atti) dal Comune di Agrigento con una delibera del 4 gennaio, la prima del 2016, sul merito della querela Di Rosa ci risponderà alla fine di questa conferenza stampa da lui convocata per informare sulla vicenda depuratore Villaggio Mosè e  della contemporanea  inefficienza della Regione Siciliana nel cui parlamento si annoverano (o si annidano?) insospettabili deputati agrigentini di un ampio arco politico.

Come al solito, carte alla mano e una fitta sequela di date contraddittorie, Di Rosa illustra la sua verità sul depuratore del Villaggio Mosè di cui già si è occupato il TG di “La7” su sollecitazione di “Mare amico” di Claudio Lombardo.

“La verità è una – esordisce l’ex candidato sindaco – e la città deve sapere che questo depuratore non si è ancora fatto per l’inefficienza della Regione siciliana. Inefficienza della azienda che dovrebbe realizzarlo. Il sindaco dice che si erano bloccate commissioni ed altro ma io vi rilascerò due date in modo che la città capisca quello che sta succedendo ad Agrigento. Nel 2012 l’allora neo consigliere Di Rosa di concerto con  tutto il Consiglio comunale aveva già votato un atto che obbligava l’Ato idrico e la Girgenti acque a incrementare con uno o due moduli il depuratore del Villaggio Mosè. Nel frattempo pressava l’amministrazione affinchè potesse rivolgersi alla Regione per lo sblocco del fondi Cipe utili alla costruzione di un depuratore che avrebbe servito la zona costiera, la zona a sud e il paese di Favara. Ci sarebbe da dire pure chi sta pagando le spese del depuratore (Villaggio Peruzzo) costruendo vicino il fiume Akragas, però non voglio entrare in polemica  contro i proprietari di quella zona e con chi aveva interessi di vendita di appezzamenti e capannoni, sono cose vecchie ormai e so anche che la Procura ci sta lavorando. Andando all’oggi di chi è stata l’inefficienza di cui si parla? Il neo sindaco di Agrigento dice in tv di aver fatto il deputato regionale per 18 mesi , ma lo ha fatto invece per trenta mesi, e a me non risulta un solo atto da lui presentato per la costruzione del depuratore. Oggi scopre di essere fulminato sulla via di Damasco. Il 5 di ottobre l’associazione Mare Amico avverte che quel depuratore non va bene ma noi lo dicevamo dal 2012, e il 7 ottobre in tv compare il servizio, l’8 di ottobre il sindaco annuncia che l’assessore Pizzo sostituirà gli elementi inutili della commissione che doveva deliberare l’inizio dei lavori. Arriviamo al 9 ottobre e al pronunciamento del sindaco si accoda l’on. Fontana e il 13 di ottobre, guarda caso,  l’assessore Pizzo comunica al sindaco Firetto di avere provveduto “nella giornata di ieri quindi il 12 ottobre” alla sostituzione dei componenti la commissione. Solo che il documento di Pizzo porta la data del 2 ottobre. Dunque, è bene che la città sappia di queste contraddizioni  e l’inefficienza di questi deputati regionali che da decenni continuano a proporci i loro sindaci. Firetto, lo ripeto, non ha mai presentato nei 31 mesi di parlamentare un solo atto per sollecitare il depuratore.  Da notare che oggi paghiamo duecento mila euro l’anno di multa perché non abbiamo il depuratore sulla fascia costiera. Ecco perché mi sembra giusto dire la verità agli agrigentini che sono stanchi”.

E la querela di Firetto la ritiene idonea alle sue” inesattezze”?

“Aspetto ancora una risposta dal responsabile amministrativo e ho letto sul suo giornale la dichiarazione di un consigliere in carica ed è vero che la legge entra in vigore 15 giorni dopo la sua pubblicazione ma un atto deliberato dal Consiglio comunale il 6 di luglio, la legge entra in vigore il 18 luglio, i giorni da quando li facciamo decorrere? Chiederei questo al consigliere da lei intervistato. Io direi anche che aspetto una risposta dal segretario generale e dal sindaco perché la querela lascia il tempo che trova, ne risponderò nelle sedi opportune. Si dovranno dimostrare anche nelle sedi opportune quelli che vengono chiamati “intrallazzi” la storia dei gettoni di presenza. Io non sono mai stato inquisito però quanto costa  una Giunta Firetto convocata per deliberare  una denuncia nei miei confronti perché avevo chiesto di sapere se quello che dicevo era giusto o meno oppure quantomeno spiegarlo alla città cosa era successo. Ne avremo modo di parlare anzi la querela per me è diventata una pretesa perché il sindaco non cita la storia dei mercatini di Natale dove chiedevo come mai veniva assegnata ad una associazione l’organizzazione dei mercatini di Natale a seguito di una domanda che era stata presentata oltre la chiusura del bando. La chiusura del bando era fissata al 16 novembre mentre la richiesta dell’associazione porta la data  del 10 dicembre.  Neanche su questo mi è stata data risposta ma di questo ho anche interessato la Procura della Repubblica”.

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