Agrigento, biglietti Valle dei Templi, Spataro: “Comune non rinunci a 30% degli...

Agrigento, biglietti Valle dei Templi, Spataro: “Comune non rinunci a 30% degli introiti”

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“Il comma 1 dell’articolo 7 della legge del 1999 lo indica espressamente, ma viene sistematicamente disatteso. Rappresentato così non direbbe nulla, ma, tradotto in soldoni, significa che il Comune di Agrigento lascia sul terreno preziosi quattrini”.

Il consigliere comunale del gruppo “Uniti per la Città”, Pasquale Spataro, non riesce a mandare giù il fatto che Palazzo dei Giganti fin qui non ha preteso ed ottenuto dall’Ente Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi quanto la norma di riferimento prescrive.

“Mi riferisco – evidenzia Spataro – alla percentuale destinata alle casse comunali dai proventi derivanti dalla vendita dei biglietti di accesso all’area archeologica e al museo. La legge stabilisce chiaramente il 30%, ma dai numeri e dai dati in mio possesso – sottolinea il consigliere comunale del gruppo“Uniti per la Città” – ciò non avviene, ossia affluiscono in bilancio, nella migliore delle ipotesi, somme che si aggirano attorno al 10%. Un danno non di poco conto se si considera che il Comune di Agrigento è a corto di liquidità ed è in grande sofferenza dal punto di vista finanziario. Non comprendo le ragioni di questa rinuncia, che tanti benefici potrebbe invece determinare per la nostra comunità. E’ opportuno allora – afferma Spataro, promotore di un apposito atto di indirizzo – che l’amministrazione attiva sottoscriva una convenzione con l’Ente Parco stabilendo, in ossequio alla normativa richiamata, che deve essere versato il 30 % dell’introito al Comune di Agrigento, il quale, a sua volta, si impegna ad investire la somma incamerata nella promozione turistica e nel miglioramento dei servizi connessi, che proiettino la città di Agrigento a livello nazionale ed internazionale. Con un incasso più cospicuo, proveniente dal cosiddetto sbigliettamento – conclude Spataro – potrebbe beneficiarne anche la sagra del mandorlo in fiore, la cui organizzazione, fino a pochi giorni dall’inizio, resta purtroppo quasi sempre incerta per mancanza o insufficienza di fondi che si attendono dalla Regione. Capitalizziamo allora al megliole nostre risorse, non facciamo beneficienza per poi chiedere aiuto agli altri”.

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