Akragas, hai bisogno di un allenatore e non di un mago. Chi...

Akragas, hai bisogno di un allenatore e non di un mago. Chi sono i papabili?

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Alessi, Giavarini e Tirri in conferenza stampa

Sono ore decisive per conoscere il sostituto sulla panchina dell’Akragas di Nicola Legrottaglie; l’allenatore di Gioia del Colle, dopo la settima sconfitta casalinga consecutiva, ha rassegnato le proprie dimissioni, lasciando vacante la panchina biancazzurra.

 

La delusione di Nicola Legrottaglie

Un rapporto che ormai si era logorato, una rottura insanabile con la tifoserie e, forse, con parte della dirigenza. I risultati, come avviene molto frequentemente in questo sport, sono stati decisivi e Legrottaglie, seppur non sia mai stato esonerato, era di fatto diventato un corpo esterno al mondo Akragas. Legrottaglie, caratterizzato dalla solita signorilità, si è affidato al sito ufficiale della società per salutare i tifosi, l’ambiente e coloro i quali hanno permesso di rendere concreta questa sua prima esperienza da allenatore in un campionato professionistico.

E ora? La frenesia, si sa, gioca brutti scherzi. Soprattutto ad Agrigento. E in questi ultimi giorni, appunto, tifosi, media, giornali locali e non, si sono sbizzarriti nella ricerca del nuovo trainer. Diversi sono i nomi che , velocemente, sono stati accostati alla panchina del gigante ma, ci chiediamo, quali sono le reali piste percorribili e quali, invece, sono frutto, appunto, della frenesia. Il tutto, senza dimenticare, che la squadra ha bisogno sì di un allenatore ma non di un mago. Dunque, oltre al nome del sostituto di N.L. bisognerà anche individuare, proprio insieme al nuovo allenatore, quelle pedine fondamentali per cercare di ritornare subito competitivi (è questo ciò che manca ad oggi ai biancazzurri) e provare concretamente a lottare per la salvezza.

Quel che appare certo è che si sta assistendo ad una metamorfosi all’interno della società. In attesa del rientro ad Agrigento del presidente Marcello Giavarini sembrerebbe che i soci di minoranza della società stiano acquistando maggiore peso rispetto all’andamento di questi ultimi 6 mesi. Attenzione, quello che stiamo dicendo non deve essere frainteso; la società di minoranza ha sempre avuto voce in capitolo ma, da qualche giorno a questa parte, sembrerebbe essersi responsabilizzata ancor di più. Due sono gli elementi che ci portano a condurre questo ragionamento: il primo è rappresentato da Silvio Alessi, unico dirigente biancazzurro a rompere un silenzio quasi fastidioso e a metter la faccia sulle prossime manovre della dirigenza, tramite un post su Facebook; il secondo è  Dario Scozzari, manager agrigentino impegnato nel settore giovanile del Catania, ed espressione dei soci di minoranza e non della proprietà; proprio Scozzari , negli ultimi tempi, ha condotto personalmente ed in prima persona diverse operazioni di mercato, tenendo contatti con le altre società. Suo, per esempio, l’acquisto del giovane Di Grazia, classe 1996, prelevato dal Catania, ed unico giocatore a ben figurare nella pesante sconfitta di domenica contro il Matera. Oltre alle trattative di mercato, Scozzari è impegnato anche nella ricerca del profilo del nuovo allenatore.

Maurizio Pellegrino
Maurizio Pellegrino

MAURIZIO PELLEGRINO? Proprio da qui nasce l’idea di Maurizio Pellegrino, responsabile del settore giovanile del Catania e in grande sintonia con Scozzari. Pellegrino, classe 1966, è stato prima giocatore del Catanzaro , della Viterbese e del Catania; successivamente ha intrapreso la sua carriera da allenatore : prima Viterbese, poi il vice di Ciccio Graziani a Catania il Serie C. E ancora, Padova, Lanciano, Martina e Sudtirol, tutte esperienze in Lega Pro. Il 6 Aprile 2014, la grande occasione: il presidente del Catania, Pulvirenti, lo chiama per sostituire l’esonerato Rolando Maran e condurre il Catania alla fine del campionato di Serie A. Pellegrini ottiene anche due vittorie nella massima categoria con i rossoazzurri: 2-1 sulla Sampdoria e 1-2 a Bologna. Il Catania, però, non evita la retrocessione.

 

Giovanni Tedesco
Giovanni Tedesco

 GIOVANNI TEDESCO? Un altro profilo che si sta seguendo è quello di Giovanni Tedesco, ex capitano del Palermo. Tedesco comincia la sua carriera da dirigente nel 2009 quando Maurizio Zamparini, presidente del Palermo, gli affidò il ruolo di team manager della squadra. Il primo club che Tedesco allena è il Foligno, in Lega Pro, che però lo esonera poco dopo. Tedesco decide allora di provare una nuova esperienza, all’estero. Sceglie Malta e viene ingaggiato come allenatore dal Floriana, squadra militante nella serie A maltese e di proprietà di Riccardo Gaucci, figlio dell’ex presidente del Perugia, Luciano. Successivamente, nel 2015, Tedesco prende in mano la panchina del Birkirkara, arrivando a disputare e vincere i preliminari di Europa League, con Fabrizio Miccoli trascinatore. Nonostante si faccia a gara a smentire qualsiasi voce la situazione, che a noi risulta, è questa: Tedesco è stato formalmente contattato dalla società ed è stato , in linea di massima, raggiunto un accordo con la società dei Templi che, però, prima di dare una conferma sta sondando altre piste percorribili. Se Tedesco dovesse firmare con l’Akragas sarà Accursio Sclafani il suo vice.

Nevio Orlandi
Nevio Orlandi

e ….NEVIO ORLANDI? Nevio Orlandi è il nome uscito solamente negli ultimi giorni come identikit idoneo a poter succedere a Nicola Legrottaglie. Orlandi, classe 1954, è stato anche giocatore dell’Akragas per 7 stagioni, lasciando e portando un bel ricordo di Agrigento. Anche qui il curriculum dell’allenatore proveniente da Casalmaggiore è di tutto rispetto. Il suo esordio in Serie A avviene nel 2008 quando prende il posto , sulla panchina della Reggina, di Renzo Ulivieri: l’esordio , a San Siro, non è dei migliori ma , la domenica successiva, inizia il miracolo di Orlandi: 4-0 al Siena (record di gol per la Reggina in Serie A) e , con un cammino invidiabile, riesce a centrare una insperata salvezza con una giornata di anticipo, battendo l’Empoli per 2-0. L’ultima esperienza di Orlandi su una panchina risale al 2014 quando fu chiamato a Barletta per conquistare ciò che Orlandi sapeva fare meglio: la salvezza. E cosi fu. Anche sulla figura di Orlandi si è parlato moltissimo e si continua a parlare in merito alla veridicità dei contatti fra le parti. Orlandi è conoscitore di Agrigento. Ha una buona rete di amici in città , ancor prima che il suo nome venisse accostato alla panchina dell’Akragas. Orlandi, presente diverse volte all’Esseneto in qualità di spettatore negli ultimi due anni, si è proposto alla dirigenza in virtù anche di questa vicinanza, soprattutto con l’ala riconducibile a Silvio Alessi. Anche le pretese economiche del mister, secondo prime indiscrezioni, non sarebbe impossibili. La voglia è quella di rimettersi in gioco con una nuova sfida.

 

 

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