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Aggredisce la moglie a colpi di pentola, arrestato

Carabinieri intervenuti dopo l'aggressione

Carabinieri intervenuti dopo l’aggressione

Al culmine di una lite scaturiti da motivi legata alla loro separazione ha colpito violentemente alla testa e al volto la moglie con una padella in acciaio. Così forte che il manico si è spezzato e lo ha usato a mò di arma da punta colpendo la donna al torace.

E’ l’accusa contestata a Giovanni Marchisello, di 51 anni, originario del siracusano che è stato arrestato da carabinieri a Pozzallo per tentativo di omicidio. La vittima, una catanese di 43 anni, è ricoverata nel reparto di chirurgia generale dell’ospedale Maggiore di Modica per trauma cranico con profonde ferite, trauma toracico-addominale con ferite penetranti da punta all’emitorace posteriore destro e frattura scomposta di un dito della mano destra. La prognosi è di 30 giorni, salvo complicazioni.

Giovanni Marchisello

Giovanni Marchisello

Il manico della pentola rotto

Il manico della pentola rotto

Le indagini erano state avviate da carabinieri della stazione di Pozzallo e della compagnia di Modica dopo la segnalazione al 112 di una lite in casa. Nell’abitazione della coppia militari dell’Arma hanno trovato la donna stesa nella camera da letto ricoperta di sangue. L’hanno subito soccorsa, in attesa dell’ambulanza del 118 con la quale è stata condotta in ospedale. Nelle ore successive il marito si è presentato nella caserma dei carabinieri, accompagnato dall’avvocato di fiducia, ed ha ammesso le proprie responsabilità. Il sostituto procuratore di Ragusa, Monica Monego, ne ha disposto l’arresto per tentato uxoricidio. L’uomo è stato trasferito in carcere.

L’uomo, secondo quanto accertato dagli investigatori, dopo un violento diverbio scaturito da motivi legati alla separazione, avrebbe impugnato una pentola in acciaio da cucina colpendo la moglie alla testa ed al volto. Inoltre, dopo una prima aggressione, avrebbe continuato a colpirla al torace con il manico spezzato della pentola ormai diventato quasi come un’arma da punta. Subito dopo, il marito, si e’ presentato in caserma dai Carabinieri con il proprio difensore di fiducia ed ha ammesso le proprie responsabilita’. Cosi’ e’ stato arrestato e condotto presso la casa circondariale di Ragusa. La donna, 43enne originaria di Catania, e’ stata ricoverata nel reparto di chirurgia generale con una prognosi di 30 giorni, avendo riportato un trauma cranico con profonde ferite, un trauma toracico-addominale con ferite penetranti da punta all’emitorace posteriore destro e una frattura scomposta di un dito della mano destra.

Coperta macchiata di sangue

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