Cattolica Eraclea, abusi sessuali sulla figlia, la mamma: “Non ne sapevo niente”

Cattolica Eraclea, abusi sessuali sulla figlia, la mamma: “Non ne sapevo niente”

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Tribunale di Agrigento

Avrebbe ammesso di aver visto alcune cose strane, come per esempio il fatto che zio e nipote dormissero nello stesso letto, ma ha negato di essere stata a conoscenza del fatto che il fratello avesse abusato della figlia. Si difende così, davanti al giudice nell’interrogatorio di garanzia,Maria Oprea 56 anni, madre della giovane vittima di violenze, che secondo l’accusa,sarebbe stata abusata sessualmente, ripetutamente, da Gavril Vasile Oprea 46 anni, zio della vittima.

L’indagine è partita dopo un esposto dei servizi sociali del Comune e vi sarebbe anche la denuncia da parte di una parente. La quattordicenne è stata affidata ad un centro d’accoglienza per minori e viene, adesso, assistita da uno psicologo.

Il Gip presso il Tribunale di Agrigento Franco Provenzano aveva accolto la “richiesta di convalida del fermo e di contestuale applicazione di misure cautelari” chieste dai Pubblici ministeri della Procura di Agrigento Alessandra Russo e Salvatore Vella a seguito di una serrata attività d’indagine, condotta insieme ai Carabinieri della stazione Carabinieri di Cattolica Eraclea, che ha portato il 2 febbraio scorso al fermo per il reato di violenza sessuale a una minorenne di Gavril Vasile Oprea, nza di soli tre giorni dalla prima denuncia dei fatti.

Il Gip ha convalidato il fermo e applicato ad Oprea la misura cautelare della custodia in carcere. Ha applicato misura cautelare anche nei confronti dell’indagata Maria Oprea 56 anni, madre della giovane vittima di violenze, inizialmente non colpita da fermo, per la quale la Procura di Agrigento aveva chiesto gli arresti domiciliari.

.La bambina dopo aver raccontato i fatti dei quali è stata vittima per anni, una schifosa e orribile sequela di violenze cominciate nel 2011 e bloccate pochi giorni fa dai magistrati, in un lungo colloquio durato più di sei ore svolto presso la Procura di Agrigento fino a notte tarda, è stata immediatamente collocata in una struttura protetta, in attesa dei provvedimenti del Tribunale dei Minori di Palermo.

L’indagato la notte del 2 febbraio è stato fermato dai Carabinieri, in quanto si stava apprestando a fuggire dall’Italia, dopo essere stato avvisato telefonicamente proprio dalla madre della bambina, mentre Maria Oprea si trovava in Caserma per essere ascoltata dal Pubblico Ministero. Soltanto dopo aver avvisato il fratello delle indagini a suo carico e del pericolo di essere arrestato, la Oprea chiamava la figlia per sapere dove fosse, ingiuriandola diverse volte.

 

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