Lo straordinario caso Farm Cultural Park:”Le città cambiano perchè le persone le...

Lo straordinario caso Farm Cultural Park:”Le città cambiano perchè le persone le fanno cambiare”

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“Le città cambiano perchè le persone le fanno cambiare”. Quando ormai sembrava destinato a crollare tutto, un piccolo Centro Culturale ha scelto l’arte e la cultura per rigenerare un Centro Storico e dare ad una Città senza passato e senza presente, una nuova identità ed una dimensione di futuro.

Sette piccole corti collegate tra loro ospitano una serie di piccoli palazzotti e nascondono alcuni piccoli ma meravigliosi giardini di matrice araba. Il Blog britannico Purple Travel ha collocato Favara e Farm Cultural Park al sesto posto al mondo come meta turistica per gli amanti dell’arte contemporanea preceduta da Firenze, Parigi, Bilbao, le isole della Grecia e New York.

Fondata il 25 giugno 2010 dal notaio Andrea Bartoli e dalla moglie l’avvocato Florinda Saieva, sorge all’interno del Cortile Bentivegna, un aggregato a sua volta costituito da sette piccoli cortili che ospitano piccoli palazzi di matrice araba ed è situato nei pressi del centro storico  di Favara. Oltre che come museo si propone anche come centro culturale e turistico dove vengono allestite mostre pittoriche temporanee e installazioni permanenti di arte contemporanea. Inoltre vi sono residenze per artisti e vengono svolte presentazioni di libri e vari corsi di architettura. Lo scopo principale di questo progetto è quello di recuperare tutto il centro storico di Favara e trasformare il paese nella seconda attrazione turistica della provincia di Agrigento dopo la Valle dei Templi.

Una programmazione culturale dirompente ha caratterizzato i primi quattro anni di vita di Farm Cultural Park. Ogni quattro mesi potrai visitare nuove mostre temporanee; potrai incontrare creativi in residenze per artisti, provenienti da ogni parte del mondo, o partecipare a workshop e attività anche con giovani e bambini.

Adesso una nuova grande sfida: ristrutturare un palazzo del Settecento e destinarlo ai bambini, agli adolescenti e alle loro famiglie, per realizzare il più grande e meraviglioso Children’s Museum mai visto in tutta Italia, un ecosistema didattico completo in cui l’edificio stesso, come ogni cosa al suo interno, è concepito in base al modo di imparare dei ragazzi.

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