Agrigento

L’Agrigento segreta di San Gerlando

Ancora una riproduzione

Ancora una riproduzione

Ancora un'altra effigie

Ancora un’altra effigie

Li chiamano il “quartetto della Cattedrale” e probabilmente sono più famosi del “quartetto Cetra”, lontanissimo nel tempo  e sconosciuto ai loro ricordi.

Si chiamano Stefano Mangione, Domenico Schembri e Davide Piparo che frequentano le prime classi dell’ l’Istituto alberghiero.

Il quarto, Mattias, frequenta la terza media e d’estate, terminato l’obbligo scolastico, si alza la mattina di buon’ora per andare a suonare i rintocchi della Cattedrale. Il quartetto è sempre presente non solo negli avvenimenti liturgici ma si da un gran da fare nell’accompagnare i visitatori  all’interno del Duomo e nella torre campanaria e dovunque venga richiesta la loro collaborazione.

L’anno scorso li abbiamo citati in un nostro articolo e ci siamo ripromessi di tornare a parlarne per la loro scelta, davvero singolare, di vivere gli eventi dell’anno liturgico. Nella piccola stanza a pianterreno di una casa disabitata nei pressi di Santa Maria dei Greci e  appartenente ad una delle  loro famiglie, di anno in anno allestiscono un grande presepe per Natale e per la ricorrenza di san Gerlando sono soliti preparare una sorta di installazione dove scene e costumi sono da loro stessi ideati.

I manichini in primo piano

I manichini in primo piano

L'effigie di san Gerlando riprodotta in un grande manifesto

L’effigie di san Gerlando riprodotta in un grande manifesto

Locandina mostra san Gerlando

Locandina mostra san Gerlando

Il “quartetto” è prodigo di spiegazioni e così ci viene narrato: “La Mostra al suo interno ha quattro scene che raccontano la vita del nostro Santo patrono San Gerlando. Nella  prima scena che è stata presa dall’ altorilievo del piedistallo della statua di San Gerlando  si vede il Santo Patrono  mentre  riceve le chiavi delle porte di Agrigento.  Nella seconda scena che fa parte del quadrone che si trova nell’abside della cattedrale è raffigurato San Gerlando che predica agli Agrigentini nella valle dei Templi. Nella terza scena che è  stata presa dall’urna argentea di S. Gerlando si ammira il Santo Vescovo che battezza Hamud, musulmano da lui convertito. L’ultima scena presa dall’urna racconta la morte di San Gerlando che fu celebrato in cattedrale. Poi abbiamo due quadri che raffigurano il primo  il Santo che si trova nella Cattedrale di Monreale e l’altro raffigura la statua. La Mostra si trova nel cuore del centro storico e vogliamo che sia  un’altra occasione per scoprire il centro storico”.

Primo piano dei manichini costruiti dai ragazzi

Primo piano dei manichini costruiti dai ragazzi

Un angolo della mostra

Un angolo della mostra

Un omaggio al tempio e alla Sagra

Un omaggio al tempio e alla Sagra

Una rievocazione della storia di san Gerlando

Una rievocazione della storia di san Gerlando

Superfluo rilevare che il “quartetto” è sganciatissimo da qualsivoglia consorzio turistico e obbedisce ad una sua autonoma iniziativa strettamente liturgica che potrebbe far arrossire i consumisti  delle vocazioni turistico imprenditoriali che, come si sa, sono sempre in affanno a girare e rigirare tradizioni ormai logore.

 

 

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