Porto Empedocle, quando “Maraschino” fu accusato da una vedova di mafia che...

Porto Empedocle, quando “Maraschino” fu accusato da una vedova di mafia che poi ritrattò

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C’è una vicenda nella storia di Pasquale Salemi, il pentito di Porto Empedocle cui è stato revocato il programma di protezione, che Grandandangolo racconta.

Arrestato con l’accusa di omicidio – accusato sino ad un certo punto – da una vedova di mafia, Pasquale Salemi, uomo da mafia “da Marina” si  beccò un ergastolo in primo grado (Corte d’Assise presieduta da Gianfranco Riggio che, mentre celebrava il processo venne financo minacciato dalle cosche; pubblica accusa rappresentata da Salvatore Cardinale oggi ai vertici del Tribunale di Caltanissetta. In appello, Salemi venne assolto per non aver commesso il fatto.

Fatto consistito nell’omicidio di Antonino Messina, detto “u birgisi” per aver lavorato da emigrato in Belgio. Delitto commesso davanti agli occhi della moglie della vittima, Maria Rita Cangelosi, che, implacabile indicò “Maraschino”, questo il soprannome di Salemi, quale sicario del marito nel corso di un drammatico confronto.

In appello, dunque, Salemi venne assolto perché la testimone oculare ritrattò ogni accusa. “Non sono più sicura”, disse a donna.

 

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