Agrigento

La Scala (M5S) presenta interrogazione sul sequestro depuratore del Villaggio Mosè

 Il Consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Marcello La Scala ha presentato al Sindaco e per conoscenza al Procuratore della Repubblica, al Prefetto e al Commissario dell’Ato idrico di Agrigento un’interrogazione con risposta scritta sul sequestro del depuratore del Villaggio Mosè disposto dall’Autorità giudiziaria.

Pochi giorni fa i mass-media – scrive La Scala – hanno dato notizia dell’avvenuto sequestro cautelativo del depuratore del Villaggio Mosè da parte dell’Autorità Giudiziaria, contestando al gestore dell’impianto “Girgentiacque spa”, tra le altre cose, lo scarico senza autorizzazione, opere eseguite senza autorizzazione sul bene paesaggistico e frode nelle pubbliche forniture. Si è appreso – continua il Consigliere –  che il provvedimento del sequestro scaturisce anche dalle analisi effettuate dall’ARPA che dimostrano come i reflui in entrata risultano meno inquinati di quelli in uscita. Si intuisce il grave nocumento che ciò determina per la tutela della salute pubblica e per la salvaguardia dell’ambiente non solo nell’area limitrofa all’impianto, ma in buona parte del territorio agrigentino.

E’ notorio – si legge ancora nell’interrogazione – che tale stato di fatto è il frutto della dissennata programmazione urbanistica del territorio agrigentino operata nel tempo dall’Amministrazione comunale tramite l’allegro rilascio di concessioni edilizie in assenza di idonee opere di urbanizzazione primaria tra cui le fogne ed i depuratori. E’ altrettanto palese l’assenza di qualsivoglia azione di controllo e di indirizzo espletata dall’Amministrazione comunale, direttamente o per il tramite dell’ATO idrico di cui è partner, nei confronti del soggetto “Girgentiacque spa” che gestisce in concessione il servizio idrico integrato in città.

 Premesso quanto sopra e considerato che:

  • Gli agglomerati con un numero di abitanti equivalenti superiore a 2.000 devono essere provvisti di reti fognarie per le acque reflue urbane” [Rif. D.Lgs. n.152/2006] e che in tali aree è vietato l’utilizzo di pozzi disperdenti, fosse biologiche “tipo Imhoff” o “stagne”;
  • nell’agglomerato urbano del Villaggio Mosè insistono oltre 10.000 abitanti ;
  • attualmente il carico abitativo e commerciale al Villaggio Mosè determina un afflusso di refluo al depuratore circa 13 volte superiore rispetto alla sua potenzialità;
  • la mancata depurazione dei reflui genera dei rischi di natura igienico-sanitaria ed ambientale non accettabile né dalla popolazione residente né dalle molteplici attività commerciali e turistico-ricettive presenti al Villaggio Mosè;
  • la custodia cautelare del depuratore affidata alla Polizia locale non riduce i rischi connessi al rilascio in alveo dei reflui non depurati;
  • l’ipotesi di immediato adeguamento dell’attuale impianto di depurazione non è realistica né tecnicamente sostenibile;
  • l’iter per la realizzazione del nuovo depuratore a servizio della fascia costiera è ancora allo stato progettuale-autorizzativo;
  • le bollette finora emesse da “Girgentiacque spa” per il servizio idrico integrato e corrisposte dai residenti al Villaggio Mosè e dalle attività commerciali e turistico-ricettive ivi operanti, sono comprensive della quota per depurazione a fronte di un servizio di fatto non reso;

Per quanto sopra esplicitato, si interroga l’Amministrazione comunale per sapere quali provvedimenti intende intraprendere per:

  1. tutelare la salute pubblica e salvaguardare lo stato ambientale al Villaggio Mosè;
  2. impedire l’utilizzo in agricoltura dei reflui non depurati a valle del depuratore;
  3. evitare l’incremento del carico inquinante verso il depuratore che verrà determinato dalle costruzioni in corso di completamento;
  4. impedire che l’ufficio tecnico comunale continui a rilasciare concessioni edilizie che determinano un incremento di carico inquinante verso il depuratore del Villaggio Mosè e/o prevedano l’utilizzo nell’agglomerato urbano di sistemi statici di raccolta e smaltimento dei reflui quali pozzi disperdenti, fosse biologiche “tipo Imhoff” e/o “stagne”;
  5. far restituire ai cittadini,dal gestore del servizio idrico integrato “Girgentiacque spa”, la quota parte di tariffa pagata per il servizio di depurazione dei reflui che di fatto non è stato reso e non far pagare tale servizio fino a quando non verrà espletato efficacemente;
  6. salvaguardare l’immagine e lo sviluppo turistico della città con particolare riferimento alla fascia costiera”.
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