Tratta Palma di Montechiaro-Catania per universitari, Il Tar: “deve finanziarlo la Regione”

Tratta Palma di Montechiaro-Catania per universitari, Il Tar: “deve finanziarlo la Regione”

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Con istanza del 2009 la società’ Autolineee Cavaleri Giuseppe srl chiedeva il rilascio di un’autorizzazione per l’istituzione di un servizio pubblico per gli studenti universitari di Palma di Montechiaro,,Camastra e Naro che devono recarsi a Caltanissetta e a Catania , ma l’Assessorato rigettava l’istanza sulla base del divieto di rilascio di nuovi servizi siano all’attuazione della riforma organica del settore. Il TAR annullava tale provvedimento di rigetto ritenendo che il ritardo nell’approvazione del piano regionale dei trasporti non poteva riflettersi negativamente ne’ sulle imprese ne’ nei confronti degli utenti, dovendo si comunque garantire il soddisfacimento delle esigenze di pubblico interesse. A questo punto l’Amministrazione regionale autorizzava l’esercizio dell’autolinea scolastica Palma di Montechiaro- Camastra- Naro- Caltanissetta Catania, ma senza alcun onere per lAmministrazione. La società’ Autolinee Cavaleri proponeva un ulteriore ricorso, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Lucia Alfieri, lamentando l’elusione del giudicato e adducendo che l’autorizzazione di un’auto linea non può ‘ essere sganciata dall’assunzione dell’onere economicogravante sulla parte pubblica per la gestione del servizio. Il TAR Sicilia, Catania sez.3, ritenendo fondate le censure formulate dagli avvocati Rubino e Alfieri ha accolto anche il nuovo ricorso, sottolinenando che la disciplina delle compensazione economiche e’ volta a tutelare l’interesse pubblico alla buone esecuzione dl servizio di trasporto, condannando anche l’Assessorato Regionale Infrastrutture al pagamento delle spese giudiziali, liquidate in euro millecinquecento oltre accessori. Pertanto, per effetto della sentenza resa dal TAR il servizio pubblico speciale per gli studenti universitari di Palma di Montechiaro , Camastra e Naro dovrà’ essere finanziato dalla Regione Siciliana, che dovrà’ pure pagare le spese legali.

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