Tre evasioni in un mese dai “domiciliari” e finisce in carcere

Tre evasioni in un mese dai “domiciliari” e finisce in carcere

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In un mese evade dagli arresti domiciliari e finisce sempre in carcere. E’ accaduto a Petrosino, nel trapanese, dove i Carabinieri, diretti dal Luogotenente Andrea D’Incerto, hanno arrestato Pietro Bonafede, 34enne, accusato di evasione dagli arresti domiciliari a cui era sottoposto presso la sua abitazione. Nel corso dei servizi di controllo del territorio, ed in particolare nell’ambito del monitoraggio dei sottoposti a misure restrittive, una pattuglia del Comando di via Falcone si è recata all’indirizzo dell’uomo. Giunti sul posto, però, i militari dell’Arma hanno accertato la sua assenza facendo scattare immediatamente le sue ricerche. Le attività di rintraccio, però, sono durate pochi istanti. I Carabinieri, infatti, lo hanno trovato nelle vicinanze della sua abitazione mentre, nonostante la misura a cui era sottoposto, dialogava tranquillamente con un vicino. Alla vista dei militari, l’uomo ha cercato di allontanarsi ma è stato fermato e condotto in caserma. Svolti gli accertamenti del caso, Bonafede è stato tratto in arresto per evasione e, su disposizione del PM di turno della locale Procura della Repubblica, ristretto presso le camere di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Marsala. Ieri si è tenuta l’udienza di convalida dell’arresto all’esito della quale l’operato dei militari dell’Arma è stato avallato dal giudice lilybetano e l’uomo fermato è  stato nuovamente sottoposto agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. Bonafede era stato già arrestato il 22 febbraio scorso, quando i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile del Nor della Compagnia di Marsala, lo fermarono per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente sequestrando oltre 4 kg. di marijuana. All’epoca, presso la Centrale Operativa di Trapani, scattò l’allarme collegato al braccialetto elettronico applicato a Bonafede, che era sempre ristretto ai domiciliari. L’operatore in turno, allora, dirottò subito una gazzella della Compagnia di Marsala sul posto per verificare cosa fosse successo. Una volta giunti alla sua abitazione, i militari dell’Arma sorpresero l’uomo con una grossa quantità di sostanza stupefacente pronta per essere messa sul mercato. Anche in quel caso, all’esito dell’udienza, l’A.G. lilybetana confermò l’operato dei militari dell’Arma, applicando a Bonafede la misura cautelare già in essere degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nelle more dello svolgimento del processo. I Carabinieri, però, segnalarono la sua condotta illecita anche al Tribunale di Sorveglianza di Trapani ed, infatti, dopo appena due giorni, a carico di Bonafede venne emessa un’ordinanza di ripristino della custodia cautelare in carcere. Il pregiudicato, pertanto, fu prelevato dai militari di Marsala e condotto al carcere di San Giuliano. Lì rimase recluso fino all’11 marzo scorso, giorno in cui è  stato scarcerato e nuovamente sottoposto ai domiciliari presso la sua abitazione, dove però lunedì sera è stato ancora una volta arrestato dai Carabinieri.

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