Protesta immigrati a Lampedusa: in 11 rifiutano di lasciare impronte digitali

Protesta immigrati a Lampedusa: in 11 rifiutano di lasciare impronte digitali

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I migranti soccorsi dopo naufragio

Nel corso della protesta iniziata lo scorso 6 maggio hanno raggiunto il numero di 57; ma due giorni fa un nutrito gruppo di migranti ha lasciato la piazza ed e’ rientrato nel centro d’accoglienza di Lampedusa. Gli irriducibili sono rimasti undici, dieci sudanesi e un etiope, che continuano a dormire per strada e a rifiutare ogni mediazione: non vogliono lasciare le impronte digitali perche’ hanno paura di non potersi piu’ muovere dall’Italia (come prevedono gli accordi di Dublino) e non poter raggiungere i loro parenti in altri paesi europei. Gli undici si apprestano a trascorrere la nona notte all’addiaccio, ricevendo, come e’ accaduto in questi giorni, un po’ di cibo dai giovani dell’associazione Askavusa e di Mediterranean Hope, o da una suora della vicina chiesa. Proprio la religiosa ha accompagnato due giorni fa i migranti nel centro, trasformato in hotspot, dopo una lunga trattativa. La suora ha fatto da “garante” e ha assistito alle operazioni di rilascio delle impronte, rassicurando chi aveva deciso di terminare la protesta che non avrebbe subito ritorsioni. Una dozzina dei 57 ha gia’ lasciato l’isola e si trova in un ex hotel di Siculiana, nell’Agrigentino; gli altri attendono una destinazione, insieme al resto degli ospiti del centro, in tutto circa duecento, compresi una ventina di minori egiziani non accompagnati.

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