Sodano assolto: il rivale Arnone non si rassegna e dimentica tante cose

Sodano assolto: il rivale Arnone non si rassegna e dimentica tante cose

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L'avviso di Arnone proprio mentre si attendeva la sentenza

Scrive l’Adnkronos stasera: ll Gup di Palermo Sergio Ziino ha assolto l’ex sindaco di Agrigento ed ex senatore Calogero Sodano dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

Secondo l’accusa, Sodano, avrebbe stretto degli accordi con i boss della zona di Agrigento in cambio della sua elezione a primo cittadino nel 1993 e nel 1997 e poi per il Senato nel 2001.

Proprio oggi uno dei suoi accusatori, l’avvocato Giuseppe Arnone, ha fatto pubblicare una inserzione pubblicitaria su La Repubblica in cui ha scritto: “Vedete su youtube questo video: ‘I pentiti di mafia ricostruiscono le ricorrenti discussioni sull’omicidio dell’ambientalista Arnone'”.

E ha aggiunto: “Mercoledì 29 giugno il Gup di Palermo emetterà la sentenza nel processo per 416 bis che si occupa di 15 anni di mafia, politica e affari ad Agrigento, processo ove i pentiti hanno ricostruito la vita di Arnone, che è la persona offesa costituita parte civile”.

ll pm di Palermo Giuseppe Fici, nel luglio 2015, davanti al Gup Sergio Ziino, aveva chiesto la condanna a 8 anni per l’ex senatore dell’Udc ed ex sindaco di Agrigento Calogero Sodano. La requisitoria, durata tre udienze, aveva ripercorso gli anni di sindacatura di Sodano, gli scontri su vicende di appalti con l’avvocato Giuseppe Arnone, nel ’93 suo avversario alle amministrative, che era anche a capo di Legambiente Sicilia e che nel processo si è costituito parte civile insieme all’associazione ambientalista. Solo oggi la sentenza.

Ricostruzione efficace di anni ed anni di lotta tra Giuseppe Arnone e Calogero Sodano. Lotta che ha sempre visto vincente, in termini elettorali, quest’ultimo. Sempre.

Pensate, Arnone aveva persino festeggiato la sua elezione a sindaco nel 1993, occupando il municipio di Agrigento prima dello spoglio ufficiali dei dati che poi lo ha dato perdente. Una circostanza questa, l’essere perdente, che si è ripetuta per sempre nella vita politica, e non solo, di Arnone.

Ma al di là di quanto ha deciso il Gup Ziino che comunque ha assolto senza se  e senza ma Sodano, ci fa impressione e inorridiamo, per quanto è stato fatto, a mò di pressione (se legittima lo stabiliranno i giudici) la pubblicazione da parte di Arnone di un inserto a pagamento su Repubblica che vedete nella foto.

Per i meno giovani potrebbe essere una novità.

Invece, per chi Arnone lo conosce bene sa che tutto ciò è avvenuto sempre, per un ventennio grazie alla tv del mafioso Filippo Salamone. Insomma, era il suo agire sapendo di non essere punito.

Chi non ricorda le furibonde campagne di stampa contro chiunque si fosse messo contro Arnone. Tutte (o quasi) grazie all’ausilio della tv del condannato per mafia Filippo Salamone.

Certo, ci sono mafiosi e mafiosi.

Di Salamone, seppur con condanna definitiva, Arnone non ricorda nulla.

Di Sodano, con due archiviazioni e una sentenza di assoluzione, pretendeva la condanna e il riconoscimento di appartenenza a Cosa nostra.

Tutto questo non per mera e giusta causa, ma per ottenere un beneficio: vedersi legittimato come uomo e uomo politico.

Arnone ha perso ancora, c’è poco da fare. Ed è arrivato veramente il momento di riporlo nel cestino lasciando chi si occupa di legalità e giustizia ad agire senza fastidiosi intermezzi.

Un’ultima annotazione: fa ridere il testo dell’inserzione a pagamento laddove Arnone si auto-colloca al centro dei pensieri di Cosa nostra. Ed è patetico il comunicato stampa diffuso in serata secondo il quale l’ex ambientalista si dichiara parzialmente soddisfatto per l’esito del processo, invocando una giustizia diversa in appello. Allega al comunicato stralci di dichiarazioni di Di Gati sapientemente isolati. Ma, purtroppo per lui, la realtà è diversa.

Il pentito Maurizio Gati, a domanda specifica se Cosa nostra voleva ammazzare Arnone , si è messo letteralmente a ridere.

Il mafioso Lillo Lombardozzi aveva detto al pentito Sardino che Arnone lo teneva in mano. Aggiunse: se hai bisogno qualcosa…”.

Ed anche il pentito Tuzzolino, nel mare magnum di sciocchezze e verità, di Arnone aveva detto: “Ha intascato mazzette”.

Negli allegati al comunicato odierno tutto questo non c’è. E non ci sono neanche le dichiarazioni di un tale, oggi defunto, che si chiama Giovanni Miccichè che di Arnone dipinge un profilo degno del suo nome.

Meglio fermarsi qui.

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