Prostituzione nelll’agrigentino, esce dal carcere Gianni “il bello”

Prostituzione nelll’agrigentino, esce dal carcere Gianni “il bello”

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Gianni Melluso, 60 anni, coinvolto nell’operazione denominata “Portobello” con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, esce dal carcere e vai ai domiciliari. L’uomo ha già scontato 4 anni di carcere e la possibilità di andare agli arresti domiciliari è stata diposta, su richiesta dell’avvocato difensore, dal Tribunale di Sorveglianza. La vicenda riguarda un giro di prostituzione tra Sciacca, Menfi e Sambuca di Sicilia scoperto da un’inchiesta  coordinata dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Sciacca,che permise di di individuare quale figura centrale dell’organizzazione il celebre Giovanni Salvatore Melluso, detto “Gianni il bello”, l’accusatore di Enzo Tortora, storico presentatore televisivoIl sistema utilizzato sarebbe stato quello delle “escort in tour”, costituito da donne e transessuali, di origine rumena e sudamericana, che si spostano periodicamente da una casa di prostituzione all’altra. Oltre a Melluso, le manette scattarono pure, all’epoca dei fatti, per Raffaela Pecoraro (moglie del Melluso),  Pellegrino Grisafi e Stefano Giovanni Ernesto.

La Corte d’ Appello di Palermo ridusse la pena della sentenza di primo grado da da 8 a 5 anni carico di Giovanni Melluso. A carico della moglie di Melluso, Raffaella Pecoraro, e di altri due complici, Pellegrino Grisafi e Stefano Giovanni Ernesto, sono state confermate le condanne inflitte dal Tribunale. 4 anni per Pecoraro, 3 anni e 4 mesi per Grisafi, 3 anni per Ernesto. Melluso era recluso al carcere  Petrusa di Agrigento

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