Il procuratore Gratteri sostiene l’associazione “A testa alta” di Licata

Il procuratore Gratteri sostiene l’associazione “A testa alta” di Licata

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L'intervento di Nicola Gratteri, procuratore della Repubblica di Catanzaro

Noi l’avevamo scritto qui http://www.grandangoloagrigento.it/licata-a-testa-alta-lantimafia-civile-dei-fatti/ , esattamente lo scorso anno: «Esiste l’antimafia da salotto, di parata e delle belle parole. L’esperienza di “A testa alta” dimostra che esiste un’antimafia dei fatti, che lotta, documenta e denuncia».

A confermare il giudizio sul metodo di lavoro dei volontari di “A testa alta” è adesso è un magistrato di grande autorevolezza e di altissimo spessore professionale e morale: Nicola Gratteri. Alla guida della procura di Catanzaro, Gratteri è impegnato in prima linea nella lotta alla ‘ndrangheta e si è occupato di tantissime indagini contro criminalità organizzata, tra cui quelle per la strage di Duisburg; e, per questo motivo, vive sotto scorta dal 1989.

Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, nella serata conclusiva di “Corto di Sera”, la rassegna di cortometraggi indipendenti che si è svolta a Itala Marina (Messina) e che ha visto premiato, nella categoria “Confiscato Bene”, il documentario-denuncia “Confiscati e abbandonati”, ha voluto rivolgere parole di incoraggiamento e sprono per l’associazione “A testa alta” affinché i suoi volontari «abbiano ancora la forza di resistere e di andare avanti», rivolgendo loro l’invito a «non mollare perché sono nel giusto».

«Ho visto questi ragazzi che rimbalzavano come in un muro di gomma, perché avevano delle “non risposte” o delle risposte “vuote”, dove c’era il nulla in quella risposta; e questo mi è dispiaciuto tantissimo» – ha aggiunto Gratteri – «Mi sarei aspettato in Sicilia una maggiore sensibilità da parte delle Istituzioni», ma «è molto bello vedere ragazzi motivati e sensibili sul tema dell’inquinamento, sul tema della corruttela, sul tema della lotta alla mafia, che loro fanno, che hanno fatto e che ho visto fare, anche attraverso questo video, in modo concreto; quindi, un’antimafia più che parlata, concreta, un’antimafia dei fatti».

Quello che vedrete qui è il documentario-denuncia “Confiscati e abbandonati” dell’associazione “A testa alta” ad aggiudicarsi il concorso “Ripreso bene”, nato su ispirazione del progetto “Confiscati Bene” e promosso dall’associazione “OnData”, nell’ambito della quinta edizione di “Corto di sera”, la rassegna di cortometraggi indipendenti che si è svolta a Itala Marina (Messina) dall’8 al 10 agosto con l’organizzazione della Pro Loco “Giovannello da Itala” e con la collaborazione di Messina Film Messina Commission, Libera – Presidio di Messina, Cinit e Federazione Cinevideoautori. Il contest “Ripreso Bene” è nato con lo scopo di promuovere la trasparenza, il riuso e la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, attraverso la raccolta, l’analisi dei dati e il monitoraggio dei beni stessi e di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della gestione dei beni confiscati.

Questa la motivazione, con la quale la giuria del Contest, composta da esperti e appassionati del settore, valutato anche l’apprezzamento da parte del pubblico durante la proiezione, ha assegnato il premio: «Per aver realizzato un reportage che denuncia in maniera lucida e documentata le gravi anomalie nella gestione dei beni confiscati, evidenziando una realtà inquietante di fronte alla quale le istituzioni locali sono chiamate a dare risposte inequivocabili».

La serata finale, che si è svolta a Itala Marina (Messina) il 16 agosto 2016, ha visto l’intervento di Nicola Gratteri, procuratore capo a Catanzaro. Eccolo

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