Favara

Maram Al Masri: “Minaccio il mondo con una colomba bianca”

Diego Romeo tra Maram Al Masri  a destra e  Marie-Clude Paoli

Diego Romeo tra Maram Al Masri a destra e Marie-Clude Paoli

Le Rapt  (titolo italiano “Lontananza” per le edizioni Medinova di Favara), è uscito in Francia nel  settembre 2015, è il nono libro di Maram al Masri.

Racconta un evento autobiografico della sua vita: la storia di una donna privata del diritto essenziale di allevare il suo bambi­no. Una giovane donna araba, che vive in Francia, decide un giorno di separarsi dal marito con il quale ha avuto un bambino. Per vendicarsi, il mari­to e la famiglia di lui tornano in Siria e rapiscono il bambino di diciotto mesi. La giovane madre rimarrà separata da suo figlio durante tredici  lunghissimi anni. Abbiamo incontrato Maram Al Masri alle Farm di Favara dove il notaio Bartoli e l’editore Antonio Liotta per Medinova avevano organizzato un incontro per la presentazione di “Lontananza” raccolta di poesie che inaugura per l’editore Liotta, la nuova collana “Fastukia” diretta da  Isabella Camera D’Afflitto, titolare della cattedra di letteratura araba moderna e contemporanea presso  “La Sapienza” di Roma.

Maram Al Masri

Maram Al Masri

L’intervista  con Maram al-Masri è stata realizzata  con l’ausilio di  Marie-Claude Paoli che ha tradotto per Medinova  la poetessa siriana.

Innanzitutto. Può parlare liberamente o teme ritorsioni in Siria, magari per la sua famiglia?

“A volte, lo confesso, ho paura. Però mi riprendo immediatamente perché non posso non vincere”.

Nel 1982 all’età di 20 anni lei si è trasferita (o fuggita?) a Parigi.  E’ davvero così cambiata la Francia tanto da ricevere lezioni di laicità dall’Italia per la questione del burkini?

“Non mi sono trasferita ma sono fuggita a Parigi. Sono fuggita per l’atmosfera politica che c’era in Siria. I Servizi segreti erano contro di me e mi hanno obbligato ad andarmene. Avevo vissuto una storia d’amore con un giovane di religione cristiana mentre  io ero di religione musulmana. Era una relazione proibita, quindi per questa storia d’amore fallita io ho pagato un prezzo troppo alto, ero uscita dalla tradizione musulmana. Non ho scelto Parigi ma ci sono arrivata  per vivere una vita migliore, io non potevo più tornare in Siria. Per fortuna Parigi mi ha dato tanto, mi ha dato una vita migliore e mi ha donato diritti e anche doveri. Sono molto triste per le donne che sono le mie sorelle, triste per tutti anche per  ebrei e cattolici.  Questo divieto del burkini è fatto soprattutto per creare una sorta di discordia e non è bello che la Francia dia questa immagine di se. Mi sono  rattristata molto  quando ho visto su una spiaggia i poliziotti obbligare una donna in burkini a spogliarsi. Io sono per la libera scelta  perché altrimenti le donne vengono punite due volte, quando sono costrette a portare il velo e quando sono private di andare nei luoghi pubblici. Così facendo la Francia  non concede a queste donne un posto nella nostra  società. La Francia si sta comportando come l’America dell’Apartheid. Nonostante, io sono contro il velo ma non contro le donne che portano questo velo”.

Il notaio Bartoli e Antonio Liotta di Medinova presentano al Msri_

Il notaio Bartoli e Antonio Liotta di Medinova presentano al Msri_

La comunità letteraria francese come si inserisce in tutto questo? Oltre l’Houellebecq di “Submission” ci sono altre voci che vengono fuori?

“Lo scrittore Houellebecq che lei ha citato, è  come una persona che soffia sul fuoco di una foresta  dai rami secchi. In Francia ci sono molti scrittori tolleranti ma Houellebecq è contro l’Islam e le donne. In Francia è stata fatta una legge che condanna il velo ma non una legge contro la violenza sulle donne, una legge che condanni gli uomini quando insultano le donne sulla metropolitana o che fanno loro del male. I musulmani non sono tutti come li vedono i francesi, come fossero tutti terroristi e amici dell’Isis, non è cosi, non è la verità per milioni di musulmani”.

Lei in Francia continuerà a minacciare evidentemente, con la colomba bianca, parafrasando il titolo di un suo libro? A proposito ci tolga una curiosità , leggiamo che questa sua prima silloge fu edita a Damasco nel 1984.  Che clima sociale c’era in Siria in quel periodo?

“Per me la sola bandiera è di colore bianco, non ho altre bandiere. Vorrei che tutte le persone vivessero in pace con tutto quello che ci si può scambiare tra le persone. Quando il libro “Ti minaccio con una colomba bianca” fu pubblicato a Damasco, io ero già partita e fu un regalo da parte di mio fratello. Anche allora il clima politico non era bello, già c’erano tanti morti, c’era stata  la “strage di Hama” con quarantamila uccisi, anche allora opera di Hassad e di queste morti nessuno ne ha parlato ed è stata una strage dimenticata da tutti”.

Non a tutti piacciono gli arbusti e le tamerici, scrive Virgilio, e la sua poesia è molto imparentata con le “Myricae” (tamerici) di Giovanni Pascoli. Ha notizie di quanto sia accettata la sua poesia in Siria?

“Le confesso che stranamente sono molto amata in Siria dalla gente che legge le mie poesie che hanno un grande posto nella  realtà culturale siriana. A me piacciono molto le favole e ne ho scritte parecchie e ne ho inserito qualcuna in “Lontananza” perché credo che la purezza potrà cambiare il mondo.  La poesia ha la forza dell’intelligenza per far cambiare le cose”.

Presentazione del libro alle Farm di Favara

Presentazione del libro alle Farm di Favara

Questo libro “Lontananza” edito da Medinova come lo vorrebbe presentare e come lo colloca nel suo percorso poetico? C’è traccia di questa guerra civile che strazia la Siria?

“Questo libro “Lontananza” è legato alla guerra in Siria ed è legato  all’ideologia, fa riferimento all’Isis e ai bambini uccisi  dalla guerra, è legato ad altre storie simili alla mia. Ci sono tanti bambini smarriti o rapiti che non si trovano più. Per fortuna io ho ritrovato mio figlio però rimane  tanto strazio nelle famiglie”.

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *

Grandangolo Agrigento il sito di notizie, attualità, cronaca, mafia della provincia di Agrigento e della Sicilia Direttore: Franco Castaldo E-mail: GRANDANGOLOAGRIGENTO@GMAIL.COM

Copyright © anno 2017 - Edizioni Grandangolo - Via Mazzini, 177 - 92100 Agrigento - Codice Issn: 2499-8907 - Iscrizione R.O.C.: 22361

To Top