Agguato mortale a Liegi: c’è una pista tutta agrigentina

Agguato mortale a Liegi: c’è una pista tutta agrigentina

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Liegi, la polizia nella zona del delitto e la vittima, Mario Jakelich

Liegi, la zona del delitto
Liegi, la zona del delitto

Si indaga anche a Porto Empedocle e Favara, non solo in Belgio, per fare luce sull’efferato regolamento di conti avvenuto mercoledì scorso a Liegi nel quartiere Outremeuse all’interno di un condominio al n° 10 Saint-Julien Street, tra Puits-en-Sock Street e la Liberty, nel corso del quale è stato ucciso Mario Jakelich, 28 anni di Porto Empedocle e ferito gravemente il quarantenne favarese Maurizio Di Stefano.

Personale della Squadra mobile diretta da Giovanni Minardi e carabinieri del Reparto operativo comandati dal colonnello Andrea Azzolini hanno avviato le doverose investigazioni.

Alcuni familiari delle vittime dell’agguato sono già stati interrogati ma non sembra emergere nulla di rilevante, almeno per il momento.

Liegi, la zona del delitto
Liegi, la zona del delitto

Di sicuro c’è che l’agguato a Mario Jakelich e Maurizio Di Stefano (la cui identità non è stata confermata ufficialmente dagli investigatori belgi) ha tutto il sapore del regolamento di conti.

Ma bisogna capirne la vera ragione.

E’ una questione legata ai trafficanti di stupefacenti – come peraltro ipotizzato dagli investigatori d’oltralpe oppure una vicenda tutta siciliana, anzi agrigentina, che ha avuto la fase terminale a Liegi?

Jakelich e Di Stefano erano arrivati a Liegi il giorno prima dell’agguato e nessuno, tra parenti e amici, sapeva di questo viaggio.

Può ipotizzarsi, dunque, un appuntamento con gli assassini fissato sul momento. Appuntamento che è finito nel sangue.

Le prime notizie riguardanti le indagini fanno emergere un particolare interessante: potrebbe essere  Di Stefano – appartenente ad una nota famiglia di Favara soprannominata “Furia”,  il vero obiettivo dei sicari anche se a morire è stato il suo accompagnatore.

Ma non sfugge agli investigatori anche un altro particolare: Mario Jakelich era buonissimo amico di Giuseppe Adorno, il giovane empedoclino scomparso nell’agosto 2009 il cui cadavere semicarbonizzato, venne ritrovato dieci giorni dopo, in aperta campagna.

Pare che i due fossero anche compari d’anello. Ed esattamente sette anni dopo Jakelich ha fatto la stessa fine dell’amico.

Misteri la cui definizione è affidata agli investigatori.

Le foto riguardanti l’agguato sono state tratte dal sito http://www.lameuse.be/

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