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Mafia agrigentina, il boss Falsone: “No non conosco Di Gioia. Io lontano da Italia per 10 anni”

Si svolta una udienza del processo di appello che vede imputato l’imprenditore di Canicattì, Diego Gioia, 31 anni, condannato in primo grado a 4 anni di carcere per associazione mafiosa. In udienza, in video collegamento dal carcere di Novara, dove si trova detenuto, è intervenuto il boss di Campobello di Licata Giuseppe Falsone. Falsone interrogato, ha risposto ai giudici affermando di non conoscere né Di Gioia, né il pentito Giuseppe Sardino. L’ex capo provinciale della mafia agrigentina ha spiegato: “Sono fuggito dall’Italia nel 2000, 10 anni prima del mio arresto, e non mi sono più occupato di quanto succedeva”. A processo, dunque, Di Gioia, accusato di essersi occupato della trasmissione di comunicazioni, attraverso i pizzini, tra i boss di Cosa nostra agrigentina e quelli di Palermo.

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