Loris: Procura Ragusa confuta tesi difesa, “Veronica colpevole”

Loris: Procura Ragusa confuta tesi difesa, “Veronica colpevole”

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Andrea Loris Stival e la madre Veronica

Davide Stival, padre di Loris, e’ entrato nell’aula del Tribunale di Ragusa dove viene giudicata la moglie Veronica Panarello poco dopo le 10. La donna, accusata dell’omicidio del figlio, aspetta nella stanza riservata ai detenuti prima di essere portata nell’aula ‘Palazzolo’. Le guardie carcerarie assieme ai carabinieri chiudono le porte, inizia l’udienza. Lei, Veronica anche questa volte e’ vestita di nero, capelli sciolti sulle spalle, e’ senza occhiali. “Sono felice di fare l’avvocato e di non avere l’onere di quantificare la pena”, dice poco prima di entrare in aula Daniele Scrofani che scorta Davide Stival fino all’ingresso, a chi gli chiede quale possa essere una condanna congrua. Ha iniziato il Pm Marco Rota con le puntualizzazioni in merito a perizie e consulenze. Comincia dalla capacita’ effettiva di intendere e di volere della donna, al momento del crimine, confutando le perizie prodotte dalla difesa della donna e confermando la consistenza degli elementi a sostegno della colpevolezza della donna.

In quell’angolo buio non puo’ entrare nessuno, solo Veronica Panarello”. Pochissime parole quelle del Pm Marco Rota a conclusione della sua replica. Ha ripercorso il suo intervento riferendo di avere parlato delle ricostruzioni riguardanti le presenze in casa di quella mattina, e di avere evidenziato anche il fatto che il corpicino di Loris non venne trovato nel canalone a un metro e mezzo dal bordo – elemento questo sostenuto dalla difesa che puntava sulla presenza di una figura robusta in grado di lanciare il corpicino – ma la testa del bambino per caduta verticale era a 15 centimetri dal muro. Rota ribadisce che in un processo penale il movente non e’ indispensabile ribadendo che ritiene plausibile il fatto che il piccolo possa essere stato ucciso per timore che rivelasse qualche elemento di una presunta relazione, “di cui pero’ non c’e’ prova”. Poi ha preso la parola l’avvocato di Davide Stival, Daniele Scrofani.

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