Agrigento, lotta interna in Forza Italia. Iacolino: “Giambrone subalterno di Gallo, pronto...

Agrigento, lotta interna in Forza Italia. Iacolino: “Giambrone subalterno di Gallo, pronto a confronto”

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Salvatore Iacolino

Continua ad Agrigento la “lotta intestina” all’interno di Forza Italia. Il caso che ha di fatto aperto lo scontro tra due “correnti” interne del partito di Silvio Berlusconi risale a venerdì scorso. L’occasione è la presentazione del passaggio di Pasquale Spataro, consigliere comunale eletto con la lista “Uniti per la Città” vicino a Roberto Di Mauro, a Forza Italia. Presente tutto lo stato maggiore del partito nella provincia di Agrigento. Ma, oltre le presenze, si notano anche le assenze. Ed in effetti non sono stati invitati gli unici due rappresentanti in consiglio comunale, ad Agrigento, di Forza Italia: Giorgia Iacolino e Salvatore Falzone. 

Il caso “diplomatico” ha di fatto congelato i rapporti fra alcuni “big” del partito che, sostanzialmente, si presenta diviso in due correnti al suo interno: quella riconducibile al deputato nazionale, Riccardo Gallo, e del segretario provinciale, Vincenzo Giambrone; e quella che fa capo all’ex parlamentare europeo, Salvatore Iacolino. 

Quest’ultimo, attraverso una nota stampa, ha chiamato in causa il segretario regionale di Forza Italia, Gianfranco Miccichè, invitandolo a scegliere da parte stare. Infine, invita l’onorevole Gallo e Giambrone ad un confronto televisivo. “Giambrone che parla di consiglieri in letargo non ha neanche la tessera. Dov’è stato? Appare evidente il ruolo di subalterno a Gallo”.

La nota completa:

“Sorprende non poco che Vincenzo Giambrone – da un anno commissario provinciale di FIc- replichi stizzito a due giovani consiglieri comunali di Agrigento, che hanno fatto sentire la loro voce, perché esclusi dalla convention di venerdì, e non fosse altro perché i due ragazzi, nati 20 anni dopo la prima esperienza politica di Giambrone da consigliere comunale nel comune che ha oggi l’onore di guidare, 40 anni e oltre dopo il suo esordio in politica, avrebbero meritato ascolto e comprensione sulle ragioni dello sfogo.”

Come avrebbe reagito il giovane consigliere comunale Giambrone se il suo partito del tempo, la DC, lo avesse escluso?

Certo nella DC vi erano regole ed altri erano gli uomini e, pertanto, non sarebbe accaduto mai che una parte significativa del partito- consiglieri comunali, amministratori, dirigenti ed esponenti storici – rimanesse fuori da quella che in realtà è stata una convention provinciale del partito.

Vincenzo Giambrone, che non risulterebbe tesserato in Forza Italia, parla di letargo dei consiglieri, ma lui dov’è stato ?

QualI riunionI o incontri con gli esponenti del partito ha svolto durante il primo anno del suo mandato?

Quali le proposte e le iniziative politiche che ha sviluppato?

Ed ancora di quali rappresentanze politiche parla il Giambrone quando sembra evidente il suo ruolo subalterno al deputato che lo ha riportato in Forza Italia?

La verità è un’altra ed è sotto gli occhi di tutti : si vorrebbe ridurre Forza Italia in provincia di Agrigento ad un partitino senza prospettiva per chi ha una storia diversa che si nutre da sempre di autonomia, competenza e consenso.

Scelga l’On. Gianfranco Miccichè da che parte stare: può incoraggiare la sconsiderata vena divisiva da chi lo ha invitato il 6 Novembre ad Agrigento, oppure riprendere rapidamente per mano il partito, per sua vocazione aperto ed inclusivo, in vista dei prossimi appuntamenti referendari ed elettorali.

Scelgano – gli On. Giambrone e Gallo- la data, il luogo ed il moderatore per sviluppare un confronto pubblico con il sottoscritto per ragionare di sviluppo, giovani ed infrastrutture a beneficio della comunità agrigentina.

So già che troverò la loro piena disponibilità nell’interesse di Forza Italia, dei suopi simpatizzanti e dei suoi tesserati.”

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