Akragas, dopo Alessi è pronto a farsi da parte anche Giavarini: “Se...

Akragas, dopo Alessi è pronto a farsi da parte anche Giavarini: “Se non trovo nessuno, squadra consegnata al Sindaco”

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Marcello Giavarini oggi in conferenza stampa

Lo avevamo anticipato subito dopo il fischio finale del derby tra Akragas e Messina. Le dichiarazioni del post gara del presidente Silvio Alessi, che ha annunciato le sue dimissioni dalla carica, lasciavano intendere che qualcosa di più profondo e di imminente era pronto ad avvenire: “Ho sentito poco fa il presidente onorario Marcello Giavarini e anche lui mi ha ribadito la volontà di cedere le quote”. Erano state queste le parole che, a rileggerle 48 ore dopo, suonano come un “campanello d’allarme”.

Infatti, in un comunicato apparso ieri sul sito ufficiale della società, arrivano puntuali le dichiarazioni di Marcello Giavarini: “Sono fatti molto spiacevoli che mi hanno portato alla  conclusione  di mollare: da questo momento non sono più nelle condizioni di finanziare la squadra e sono pronto a cedere le mie quote a chi abbia voglia di subentrare per il bene dell’Akragas. Nel caso  che nessuno mostrasse interesse, cederò le mie quote alla città nella persona del Sindaco. Faccio presente che lascio la società con un’ autonomia finanziaria sostenibile fino a gennaio 2017. Dopodichè spetterà al Consiglio di Amministrazione decidere sul futuro dell’Akragas.”

Scenari possibili? L’unico modo per riuscire a salvare, sì proprio salvare, l’Akragas è che questa risulti appetibile, in circa 6 mesi di tempo, a chissà quale benefattore o amante del bianco e dell’azzurro. Considerato il fatto che Silvio Alessi, presidente dimissionario che ha  lamentato un forte senso di delusione nei confronti della piazza di Agrigento, ha rappresentato negli ultimi anni l’unico “catalizzatore” in grado di riunire forze intorno alla sua figura la situazione che si prospetta non è delle migliori.

La società, come ha detto Giavarini, è sana ed ha onorato fino alla scorsa settimana tutti gli impegni. I problemi, per il momento sono altri. Il primo della lista, sicuramente, riuscire ad attirare capitali in una città che, viste le ultime vicende (dai cartelloni alle strutture sportive, dai tifosi agli imprenditori) in quanto a cultura sportiva sembra essere rimasta qualche passo indietro.

Tra arroganza e ambizione, insomma, il confine è labile.

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