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Mafia agrigentina, ricorso rigettato: confermato ergatostolo per “carceriere Giuseppe Di Matteo”

Secondo la Cassazione i pentiti Antonino Giuffrè, palermitano, e Luigi Putrone sono credibili e tutte le dichiarazioni sono state riscontrate per questo i giudici hanno rigettato il ricorso proposto dalla difesa di Angelo Longo, che aveva ipotizzato violazioni nelle loro dichiarazioni, considerato uomo di spicco della famiglia mafiosa di Cammarata, e condannato all’ergastolo, condanna che è stata confermata dalla Corte di Cassazione nel settembre dello scorso anno.  Era accusato di essere stato uno dei carcerieri del piccolo Giuseppe Di Matteo e di averlo nascosto in una masseria. Giuseppe Di Matteo, poi successivamente strangolato e sciolto nell’acido dal altri soggetti, era figlio di Santino, collaboratore di giustizia.

Sulla vicenda, passionale e sanguigno era stato  l’intervento dell’avvocato difensore di Longo, Maria Brucale che su facebook pubblicò il seguente testo: “In viaggio. Vado da Angelo Longo, un mio assistito a cui voglio bene. Innocente! Devo dirgli che la Cassazione ha consacrato a verità giudiziaria una sentenza di condanna all’ergastolo. Devo dirglielo io che lo difendo da sempre. Devo dirgli che un relatore assonnato che sbagliava nomi e circostanze, in pochi minuti ha cancellato la sua vita onesta, la serenità dei suoi familiari. Ha distrutto delle persone e le loro speranze”.

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