Favara

Favara, omicidio Chiapparo, gli altri coinvolti nella vicenda: “Nessuna spedizione punitiva”

Dopo le dichiarazioni di Antonino Pirrera, 40 anni, arrestato, per l’ipotesi di reato di omicidio preterintenzionale ai danni di Bennardo Chiapparo, 68 anni, deceduto lo scorso febbraio, anche gli altri 3 coinvolti nella vicenda, allo stato indagati e agli arresti domiciliari, confermano la versione del quarantenne favarese.  IN sostanza i tre uomini, Michele Sorce, di Agrigento, 34 anni, Carmelo Pullara, agrigentino, di 27 anni, e  Giovanni Ruggeri, anche lui di Agrigento, di 42 anni, ha dichiarato di aver accompagnato Pirerra all’incontro con Chiapparo sapendo che quest’ultimo, a loro dire, era una persona manesca. ieri mattina sono comparsi davanti al Gup del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, per l’interrogatorio di garanzia. «Non è stata una spedizione punitiva, abbiamo accompagnato Antonino perché sapevamo che Chiapparo era manesco. È stata una tragedia, lo abbiamo difeso da un pestaggio”. Hanno dichiarato i tre all’unisono. “Chiapparo ha aperto e gli ha aizzato contro i suoi cani che lo hanno morso mentre lo stesso Chiapparo e i figli lo aggredivano”.

L’indagine trae origine dal decesso di Bennardo Chiapparo, avvenuto lo scorso 10 Febbraio  2016 presso l’ospedale San Giovanni di Dio, ove era stato ricoverato  esattamente 10 giorni prima, con un grave trauma cranico, causato, a dire di chi lo aveva accompagnato, da una banale caduta avvenuta lo stesso pomeriggio.

Secondo le accuse, nella serata dell’01.02.2016 Chiapparo Bennardo, avrebbe sgridato per futili motivi il figlio minore di Antonino Pirrera, in quanto poco prima avrebbe tirato dei calci ad una insegna pubblicitaria dell’autolavaggio del defunto. Sgridandolo, il bambino cadeva, procurandosi delle abrasioni alle ginocchia. Antonino Pirrera venuto a conoscenza dell’accaduto, la stessa sera organizzava, unitamente agli altri soggetti, una spedizione punitiva nei confronti di Bennardo Chiapparo, rintracciandolo sotto la propria abitazione. Al primo pugno, sferrato proprio da Antonino Pirrera il Chiapparo cadeva a terra battendo violentemente la testa. I figli del defunto, Carlo e Angelo Chiapparo, andavano subito in soccorso del padre ma venivano aggrediti violentemente dagli altri arrestati che durante la colluttazione provocavano anche la frattura del braccio di uno dei due. La caduta provocava a Bennardo Chiapparo un’emorragia cerebrale non operabile ed in data 10.02.2016 periva presso ospedale di Agrigento ove era ricoverato.

Pirrera si è difeso dicendo rispondendo al Gup del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, nell’interrogatorio di garanzia che si è svolto in carcere.

Il favarese ha dichiarato che si è solo difeso e che è stata una tragedia: “Volevo solo parlare, lui mi ha aggredito e mi ha scagliato addosso i suoi pitbull che mi hanno morso. Mi solo solo difeso, non volevo ucciderlo”.

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *

Grandangolo Agrigento il sito di notizie, attualità, cronaca, mafia della provincia di Agrigento e della Sicilia Direttore: Franco Castaldo E-mail: GRANDANGOLOAGRIGENTO@GMAIL.COM

Copyright © anno 2017 - Edizioni Grandangolo - Via Mazzini, 177 - 92100 Agrigento - Codice Issn: 2499-8907 - Iscrizione R.O.C.: 22361

To Top