Avvocati: Consiglio di Giustizia amministrativa conferma legittimità assunzione 2 impiegati

Avvocati: Consiglio di Giustizia amministrativa conferma legittimità assunzione 2 impiegati

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Il presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Agrigento,Vincenzo Avanzato

Con sentenza del 27.12.2016, il Consiglio di Giustizia per la Regione Sicilia ha riformato la sentenza del T.A.R. Palermo concernente “approvazione graduatoria finale del concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di due posti area B pos. B2″.

Il Consiglio di Giustizia amministrativa per la Regione Sicilia ha accolto l’appello, tra l’altro, del Consiglio dell’ordine degli Avvocati di Agrigento ed ha, in parte respinto il ricorso di primo grado ed, in parte, lo ha dichiarato inammissibile.

Il C.G.A. ha “bocciato”, la tesi sostenuta dal ricorrente, con il patrocinio dell’avv. Girolamo Rubino, ed ha ritenuto legittima l’esclusione dell’accertamento della conoscenza della lingua inglese da parte dei candidati ritenendo – contrariamente a quanto sostenuto dalla controparte – tale accertamento non obbligatorio nella specie.

Il C.G.A., all’uopo e sul punto, ha accolto in toto l’appello del Consiglio dell’Ordine ed ha, tra l’altro, affermato che: sebbene l’art. 37 D.lgs. n°165/2001 preveda che “a decorrere dal primo gennaio 2000 i bandi di concorso per l’accesso alle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo l, comma 2, prevedono l’accertamento della conoscenza dell’uso delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse e di almeno una lingua straniera”, esso deve coordinarsi tuttavia con il disposto (successivo) dell’art. 2, comma 2 bis della legge n. 125/2013 (di conversione del DL n. 10112013), il quale espressamente prevede che “gli ordini, i collegi professionali, i relativi organismi nazionali e gli enti aventi natura associativa, con propri regolamenti, si adeguano, tenendo conto delle relative peculiarità, ai principi del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 …”

Imporre perciò agli enti in questione di richiedere al proprio personale impiegatizio una particolare qualificazione (anche di ordine culturale, come la conoscenza di lingue straniere) non può discendere da una valutazione “generale ed astratta”, ma solo da una che tenga conto, nel concreto, del contesto operativo, della prevedibile connotazione dell’attività che tale personale sarà chiamato a svolgere, della agevole reperibilità di una qualificazione (appropriate conoscenze linguistiche) non ancora generale (e comune) e comunque in sé non essenziale per la operatività professionale alla quale si dovrà provvedere.

II C.G.A. ha, inoltre, dichiarato inammissibile il ricorso di primo grado perché, tra l’altro, “l’attività di valutazione dei titoli da parte della commissione, non ha determinato comunque conseguenze incidenti sulla graduatoria” “è vero anche tuttavia che è comunque pacifico che le incontestate circostanze del caso permettono di osservare che l’incidenza dei titoli in discussione sull’esito del concorso è stata palesemente irrilevante in concreto, il che rende la censura inammissibile per difetto di interesse. Quelli presentati, a seguito di sollecitazione della commissione dopo le prove, sono stati o valutati nella medesima misura (come è avvenuto per la laurea, titolo comune a tutti i partecipanti, alla quale sono stati attribuiti punti 0.75) o in termini in ogni caso ininfluenti sulla determinazione della graduatoria”.

II C.G.A., infine, ha rigettato, in ossequio all’orientamento giurisprudenziale prevalente, l’appello incidentale proposto, con il patrocinio dell’Avv. Girolamo Rubino, in ordine al mancato accoglimento del motivo di  ricorso con il quale il ricorrente originario aveva censurato l’operato della commissione quanto al meccanismo di calcolo del punteggio finale, che, in conformità per altro con le previsioni del bando (perciò impugnato sul punto), era stato eseguito procedendo alla somma della media dei voti relativi alle due prove (scritta e pratica) con il punteggio dei titoli e del voto conseguito nella prova orale.

In definitiva, il C.G.A. ha ritenuto corretto l’operato del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Agrigento ed ha posto fine al contenzioso.

Così, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Agrigento avv. Vincenzo Avanzato ha, potuto affermare di essere soddisfatto dell’esito della controversia sebbene, sin dall’inizio certo, insieme ai Consiglieri, della legittimità del proprio operato.

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