Peculato: arrestato l’ex presidente del Coni di Ragusa

Peculato: arrestato l’ex presidente del Coni di Ragusa

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Sasà Cintolo

La Guardia di finanza di Ragusa ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Rosario Cintolo, già presidente e delegato provinciale del Coni di Ragusa.

Il provvedimento restrittivo, emesso dal Gip del Tribunale di Ragusa, segue alle indagini sulla gestione dei contributi che la Regione siciliana, nel periodo 2006/2012, ha messo a disposizione della Scuola regionale dello sport di via Magna Grecia, in contrada Selvaggio. Le accuse a carico dell’arrestato e di un altro indagato, già segretario regionale e direttore della Scuola dello Sport di Ragusa, sono di peculato. Eseguito anche un decreto di sequestro preventivo di tutti i cespiti monetari nella disponibilità degli indagati per valore complessivo di circa 600.000 euro.

Rosario “Sasa'” Cintolo, 73 anni compiuti, sportivo ex capitano della Virtus Ragusa, storica squadra di basket iblea, gli ultimi 28 alla guida dal Coni di Ragusa, era stato sollevato dal suo incarico da Sergio D’Antoni che guida il Coni Siciliano, a marzo dello scorso anno. Cintolo è stato capogruppo di una lista civica che sosteneva l’ex sindaco di Ragusa Nello Dipasquale, con un passato democristiano poi esponente di Forza Italia e alla fine vicino al Pd. Nominato consulente allo sport nell’ultima campagna elettorale del 2013 dal candidato sindaco di Ragusa Giovanni Cosentini (Pd ed Udc con altre liste civiche), è stato anche presidente del Panathlon ibleo.

Nell’inchiesta, nella quale risulta indagato anche Silvio Piazza, già dirigente dell’ente e per lungo tempo segretario regionale e direttore della Scuola dello Sport di Ragusa, sono finiti due conti, uno ufficiale “autorizzato” dal Coni nazionale, l’altro che gli inquirenti definiscono “ombra”, sconosciuto ai vertici romani.

Uno che “comunicava” con Roma, con il Coni nazionale, l’altro con Palermo, con la Regione siciliana. Due enti pubblici che ricevevano le richieste di rimborso e che erogavano somme e contributi su due conti separati senza sapere l’uno della esistenza dell’altro. Stando a quanto avrebbe appurato la Guardia di finanza, guidata dal comandante provinciale Claudio Solombrino, nell’indagine coordinata dal procuratore Carmelo Petralia, il peculato avrebbe assunto un volume pari a 573.000  euro, somma che sarebbe stata utilizzata per fatti privati: acquisto automobili, barche e altri beni personali. La somma in questione, nella disponibilità monetaria dei due, è stata posta sotto sequestro.

La ricostruzione fatta in sede di indagine, supportata da diverse perquisizioni e da intercettazioni telefoniche, ed operata sui controlli minuziosi dei contributi erogati dalla Regione Sicilia – assessorato regionale sport, turismo e spettacolo – tra il 2006 e il 2012 e della gestione delle strutture della Scuola regionale dello sport di Ragusa, ha avuto origine da un esposto-denuncia che risale al febbraio del 2016, presentato dal responsabile dell’ufficio vigilanza del Coni che segnalava gravi anomalie contabili sulla rendicontazione che il Comitato provinciale inviava periodicamente. Appunti e anomalie anche nella gestione, che gli inquirenti definirebbero “clientelare”, della Scuola dello sport: cessione della struttura in cambio di proventi che non finivano nel conto “ufficiale” ma venivano intascati direttamente; e concessione in comodato d’uso gratuito della struttura senza addebiti di costi per acqua luce e gas che restavano invece a carico del Coni nazionale. Del caso è stata interessata anche la Corte dei conti regionale per l’ipotesi di danno erariale.

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