Agrigento

Agrigento, firmata intesa tra Procura, Gdf e Agenzia Entrate per lotta a evasione: primo caso in Italia (video interviste)

Si è firmato questa mattina un protocollo d’intesa tra la Procura di Agrigento, la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate. Il protocollo, che mira al gioco di squadra fra istituzioni e rappresenta il primo caso ad oggi in Italia, ha un ampio raggio di azione occupandosi di diverse tipologie di reato, tra cui quello contro il patrimonio e ha come scopo quello di recuperare somme illecite immerse nel mercato, che “dopano” l’intero tessuto economico.

Ad oggi, in provincia di Agrigento, sono stati recuperati circa 5 milioni di euro. La firma del protocollo rappresenta uno straordinario passo avanti soprattutto dopo l’operarazione “Duty Free” che ha portato in cella anche dirigenti e funzionari dell’Agenzia delle entrate. Un forte segnale verso la cittadinanza tutta a testimonianza del fatto che la collaborazione tra istituzioni porta solo benefici per la collettività.

Di rilievo è la procedura – che mutuando la legislazione vigente antimafia – mira alla confisca dei beni, all’attacco del patrimonio illecitamente costituito, vero spauracchio di ogni criminale.

Insomma, una spinta alla collaborazione istituzionale contro i reati economici. Questo, dunque, il senso dell’accordo siglato oggi tra la Procura di Agrigento, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di finanza. A sottoscriverlo sono stati il procuratore della Repubblica di Agrigento Luigi Patronaggio, il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo – che ha voluto fortemente il protocollo -, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Massimo Sobrà e il direttore regionale della Sicilia dell’Agenzia delle Entrate Pasquale Stellacci.

L’intesa mira a intensificare il dialogo tra Procura, Agenzia e Guardia di Finanza allo scopo di contrastare efficacemente l’evasione fiscale e i reati tributari in materia di imposte sui redditi e Iva. L’accordo prevede infatti un potenziamento dei flussi comunicativi, attraverso l’uso di procedure informatizzate, l’integrazione delle notizie di reato con eventuali sopravvenute informazioni, il costante aggiornamento sugli sviluppi e sugli esiti dei procedimenti penali per reati tributari e per reati che abbiano prodotto proventi illeciti sottoponibili a tassazione o che implichino costi e spese non deducibili.

Si tratta – come anticipato – del primo accordo che, a livello nazionale, recepisce le novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 in materia di redditi derivanti da attività penalmente illecite. Secondo l’intesa, nel caso in cui la magistratura inquirente, nell’ambito di proprie indagini, venga a conoscenza del conseguimento di proventi o vantaggi illeciti dovrà informarne tempestivamente gli uffici dell’Agenzia delle Entrate per il conseguente recupero delle somme evase.

Di seguito conferenza stampa e le video interviste:

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