Agrigento

Cgil: “Bene il protocollo tra Procura – GdF – Agenzia entrate per combattere criminalità economica”

Un plauso alla sottoscrizione del “protocollo” tra Procura della Repubblica di Agrigento , Guardia di Finanza ed Agenzia delle entrate arriva dalla Cgil Agrigento che, con il suo segretario generale Massimo Raso, sottolinea:

“Ogni passo in avanti che si compie in questo territorio per far avanzare le ragioni della legalità e degli onesti non può che essere salutato positivamente ed incoraggiato. La Cgil plaude all’iniziativa di oggi che rende ancora più sinergici e forti gli apparati dello Stato nella repressione della criminalità economica. Come Sindacato ci permettiamo di chiedere che si possa “importare”,  anche al Tribunale di Agrigento, l’esperienza palermitana che ha portato alla sottoscrizione di un altro “protocollo” che ben si collega a quello odierno, poiché si occupa della gestione dei beni e delle aziende sequestrate e confiscate.

Nel Paese il  fenomeno dei sequestri e delle confische, purtroppo, è in crescita esponenziale, ed è dunque assolutamente urgente rivedere la normativa vigente per adeguarne gli strumenti, in modo da rendere concreto ed esigibile lo spirito della legge 109/96, che aveva raccolto gli indirizzi della legge 646/1982, detta Rognoni-La Torre, sulle confische e sul riutilizzo a fini sociali dei beni sottratti alle mafie.

Come si ricorderà la Cgil (insieme a Anm, Libera, Arci, Acli, LegaCoop, Avviso pubblico, Centro Studi Pio La Torre e SoS Impresa) è tra i  promotori di una “legge di iniziativa popolare” che è stata, poi, incorporata insieme ad altri disegni di legge ed ha avuto il primo SI’ dalla Camera nel novembre 2015 ed è ancora “ferma” al Senato.

Anche nel nostro territorio sono presenti diverse realtà di questo tipo, emblematica è diventata in questi giorni la vicenda della “Calcestruzzi Belice”.

Della questione, grazie all’impegno di questi lavoratori sostenuti dal nostro Sindacato e che hanno deciso l’”assemblea permanente” abbiamo registrato l’impegno di tanti che, approfittiamo per ringraziare e dare atto del loro impegno: dalla sindaco (ai diversi sindaci del territorio Belicino) al Consiglio comunale di Montevago, a diversi Parlamentari (Moscatt, Capodicasa e Iacono) fino a don Francesco Montenegro e don Luigi Ciotti.

Tuttavia, sul fronte di chi deve darle continuiamo a non ricevere risposte ed assicurazioni sul  futuro dei lavoratori che segua la sentenza di appello del 2 Febbraio prossimo.

Proprio partendo dalla vicenda “Calcestruzzi Belice” e dalla necessità di fare un “punto” sull’insieme e sull’iter della legge, annunciamo che, Cgil  e Fillea nazionale insieme alle omologhe strutture regionali e della nostra provincia stanno lavorando ad una iniziativa che si terrà il prossimo 25 Gennaio  a Montevago, i cui dettagli saranno resi noti nelle prossime ore.

Le aziende sequestrate e confiscate sono un bene di tutti e se ben gestite rappresentano una concreta opportunità di lavoro.

La lotta alla mafia e la lotta per il lavoro devono muoversi insieme per realizzare una economia libera da condizionamenti e vincoli e per assicurare uno sviluppo sano e reale di questa nostra terra.

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