Agrigento

“Ad Agrigento troppe urgenze restano in sospeso”, intervista a Nello Hamel

Il nostro Diego Romeo ha intervistato il consigliere comunale di Agrigento, Nello Hamel.

Inizia un nuovo anno per tutti. 

Un primo assaggio di urgenze ed emergenze ce lo hanno offerto due settimane fa  i sindacati  consultati da Grandangolo. Con lei vorremmo scendere maggiormente in qualche dettaglio visto che è stato il primo consigliere comunale dell’amministrazione Firetto ad avanzare serie perplessità e addirittura a disancorarsi dal coro  della cosiddetta maggioranza. Un’uscita che poi ha fatto proseliti e che denota per Agrigento (non solo in campo nazionale) l’impossibilità di essere una città, almeno, normale.

Ho sempre avuto della politica e dell’impegno amministrativo che andasse al concreto dei problemi ma che soprattutto guardasse in maniera prioritaria al bisogno della gente, soprattutto quella più debole e fragile e alla soluzione dei grandi problemi della città. Rispetto a queste due tematiche io ho notato una leggerezza, diciamo, di impegno, per cui ho rivendicato  quella che è la mia libertà di pensiero che mi ha sempre caratterizzato. Non sono stato una persona legata a vincoli di interesse con nessuno raggruppamento politico. Il mio ha voluto essere un agire di carattere ideale, culturale, di programma rispetto alle cose che intendevo  fare e vogllio fare attraverso la mia azione politica. La città di Agrigento è una città complessa, forse l’approccio fatto dall’amministrazione è un approccio sbagliato nel senso che non è possibile pensare che la priorità possa essere quella di dare una immagine con efficienza rispetto ai problemi del decoro e della soluzione di altri piccoli problemi di carattere operativo per quanto riguarda viabilità e tutto il resto. Sono cose importanti, utili per la promozione turistica della città stessa, però non sono le priorità.  Che sono le priorità della gente, i loro bisogni e soprattutto la soluzione delle grandi tematiche che in questo momento incombono sulla città”.

Scommeterei sulla prima, il “secolare” Prg.

“Si, la prima di tutte è quella del Piano Regolatore generale il cui iter  ormai  dura da vent’anni e da cinque –sei anni a questa parte c’è un arresto della procedura che è assolutamente ingiustificato. E’  tutto pronto, tutto fatto, tutto definito però non si riesce a fare l’atto finale che sono le prescrizioni esecutive. Ho pressato molto nei confronti dell’amministrazione per arrivare ad una soluzione e vorrei dire che ultimamente si è riattivato questo meccanismo, c’è stato un incontro presso l’assessorato regionale territorio con cui si sono concordate delle tappe precise per l’approvazione definitiva del Prg, è stata adottata la delibera da parte della Giunta per riavviare questo processo e per trovare la copertura finanziaria di 350mila euro per definire le linee guida e tutto quanto è collegato al Prg, c’è la disponibilità da parte del gruppo di progettazione  a attemperare agli adempimenti ultimi che sono l’impatto  ambientale, il rinnovo dei vincoli e di alcune procedure  che si erano esaurite e che bisognava rinnovare e riverificare. Questo si farebbe anche gratuitamente purchè il comune assicuri il pagamento dell’ultimo saldo della parcella per il Prg. Accordo che si è trovato e in tempi relativamente brevi con le tappe che si sono individuate si dovrebbe riuscire ad arrivare in porto e diventare operativi e consentire ai proprietari di aree edificabili che hanno subito la vessazione per dodici anni pagando l’imposta su terreni che non erano edificabili, si potrà avere giustizia ma soprattutto consentirebbe di mettere in moto un meccanismo economico per cui si metterebbero in circolo milioni di euro e con un indotto di occupazione per tante categorie di lavoro. In definitiva si rivitalizzerebbe la città e anche rimpinguare le casse comunali perché dalle concessioni edilizie rilasciate legittimamente potrebbero derivare circa 13 milioni di euro”.

Ha fatto bene poc’anzi a rimarcare la sua autonomia politica, anche perché  i consiglieri comunali  che spesso sono lasciati soli  ad abbaiare alla luna, hanno dietro  i  bravi politici che probabilmente avranno detto loro “vai avanti tu che a me viene da ridere”. Le deputazioni politiche non mi sembra si connotino per passione e intervento politico nel  sollecitare. A meno che dopo avere atteso il risultato (ignorato) del referendum aspettino ancora il grande inciucio che pare profilarsi. Tutti in attesa di sbocconcellare colomba pasquale  o il panettone natalizio.

“La situazione del consiglio comunale di Agrigento ricalca un po’ il contesto della politica di questi tempi, cioè le cosiddette post-verità, nel senso che si ritiene l’attività mediatica, ossia la proiezione all’esterno di una interpellanza, di un atto di indirizzo, possa essere esauriente rispetto al ruolo del consigliere comunale.  Persone animate di buona volontà e intelligenza però alla fine il lavoro di produzione risulta abbastanza limitato perché manca il coordinamento che consenta al consiglio di esprimere in pieno le proprie capacità. Per cui ci si limita a queste dichiarazioni che diventano fine a se stesse e penso che occorra cambiare molto per uscire a diventare incisivi perché la città ha bisogno di interventi concreti. Per esempio  come dicevo sul PRG da parte del consiglio comunale complessivamente. Sarebbe un fatto fondamentale un consiglio aperto a discutere il PRG e impegnando l’amministrazione a riesaminare i regolamenti relativi alla tassa sui rifiuti solidi urbani che è indecente e vessatoria nei confronti degli utenti.  Un consiglio comunale che riesca a realizzare la programmazione per quanto riguarda le attività di solidarietà sociale per dare indirizzi precisi sul come quelle poche somme a disposizione possano utilizzarsi per aiutare la gente fragile. Tutto questo è impegno primario con scadenze, con obiettivi, individuando soluzioni”.

Lei mi sembra troppo fiducioso e vorrei rimarcare che in attesa della grande (auto)ricollocazione di una classe politica che ha sbagliato e non riconosce gli errori , tutto marcisca ancora di più.

Credo che quello che lei prospetta, sia una delle ipotesi con cui andremo a scontrarci in tempi brevissimi. Le barriere ideologiche e le differenze  sostanziali si sono attenuate e non è un valore questo, anzi al contrario quando una azione politica è caratterizzata fortemente dalla visione di ciò che si vuole fare anche se di parte però c’è la passione e la tensione, è molto meglio che fare inciuci e cercare compromessi. Ormai con questo tripolarismo che si è realizzato è assolutamente ingovernabile se non si realizzano alleanze che non possono essere confusione ma essere chiari su ciò che si vuole fare. Credo che le scelte di fondo  di chi sta coi padroni, con i poteri e l’economia forte e le scelte di chi vuole una società giusta, equilibrata non siano commistionabili così confusamente. Occorrono regole precise prima di accordi e alleanze”.

Appunto, i compromessi li andranno a fare gente che ha già abbondantemente sbagliato.

E’ un cul de sac, una situazione da cui è difficile uscire. Ma la responsabilità più grande è del Movimento 5Stelle che con la sua strategia mirata solo ad incrementare la propria crescita elettorale, con la finta moralizzazione parla alla pancia della gente.  Se fosse più realista e accettasse le regole della politica rispetto alle quali non si può derogare perché gli accordi, le alleanze finalizzate al raggiungimento di un obiettivo utile per la comunità non sono da  aborrire. Se facesse questo si potrebbero realizzare molte cose in favore della nostra nazione e cittadinanza. Se Pd e 5Stelle seguissero questi obiettivi sicuramente si realizzerebbero. Perché non farlo? Perché aspettare che i 5Stelle arrivino al potere con la maggioranza assoluta? Questo non l’accetto perché è una ottica con il presupposto che ha caratterizzato le strategie delle grandi dittature. Non si può pensare di governare da soli”. 

Certo non insegneremo noi il compromesso ai 5Stelle.  Però non si può fare a meno di notare che a Roma i 5Stelle hanno avuto serie difficoltà a incontrare un possibile dirigente senza un avviso di garanzia o altre peggiori incriminazioni.

“Guardi, io sono un democristiano e i miei riferimenti sono De Gasperi, Sturzo, Aldo Moro”.

Che oggi ci sogniamo.

“Assolutamente ci sogniamo, però tutte queste persone accettavano i compromessi che non erano compromessi al ribasso ma erano le scelte strategiche per arrivare a trasformare il Paese in momenti di grande difficoltà. Nessuno si sognava di chiedere a De Gasperi quanto guadagnava come deputato perché sapeva cosa faceva De Gasperi e lo spessore di uomo.  Quindi una alleanza è indispensabile nella strategia della politica, chi vuole governare da solo è arrogante e imperialista . Alla fine la gente capirà chi parla alla loro pancia. Tantissimi trasformisti che appartenevano al centrodestra, che certamente non erano presentabili hanno trovato verginità schierandosi o condividendo le strategie dei 5Stelle. Occorre essere coerenti e lineari nel trovare  e costruire alleanze compatibili e con caratteri programmatici”.

Tutta roba paradisiaca. Però l’altra sera in un talk show era ospite il matematico Odifreddi che asseriva(e lo ha scritto in un libro) come gli italiani siano stupidi al 90% con l’aggravante che Tullio De Mauro, recentemente scomparso, indicava nel 70% la percentuale di semianalfabetismo. Siamo obbligati a demoralizzarci?”.

“Credo che il  sindaco di una città come Agrigento, per prima cosa nei primi anni del suo mandato  si dovrebbe impegnare a cambiare la mentalità degli agrigentini. Renderli più partecipi, più attenti, più leali nei confronti di chi amministra”.

Vorrei ricordare che Firetto ha tentato di farlo ma con poco successo. E’ in gioco anche l’indifferenza.

“Si, perché è un problema di mentalità da parte nostra, noi siamo città parolaia, andiamo dietro a sensazioni inutili senza discernere il grano dall’oglio. Quando mi dicono la politica fa schifo io subito ribatto “scusi ma lei per chi ha votato?” Ecco, la colpa la darei a quanti non riescono a selezionare la classe politica o non riescono a mettere la classe politica in croce per dire “tu hai deluso le mie aspettative”. C’è ancora paura e l’assoggettamento a posizioni di carattere personale e aspettative varie. Ci vorrebbe ancora molto tempo per cambiare la mentalità e indurre a una maggiore partecipazione”.

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