Agrigento, inchiesta “Giano bifronte”: annullate altre cinque misure cautelari

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Agrigento, inchiesta “Giano bifronte”: annullate altre cinque misure cautelari

di Redazione
Pubblicato il Lug 10, 2017
Agrigento, inchiesta “Giano bifronte”: annullate altre cinque misure cautelari

Misura cautelare annullata per difetto di motivazione per Sebastiano Caizza di Campobello di Licata difesi dall’avv. Manganello); Calogero Curto Pelle e Angelo Sanfilippo di Canicattì (difesi dall’avv. Bordonaro); Pietro Carusotto e Vincenzo Scalise di Canicattì (difesi dall’avv. Meli) tutti sottoposti ad obbligo di dimora nell’ambito del procedimento penale scaturito dall’operazione “Giano bifronte” e gravati da pesanti accuse mosse dagli investigatori.
E’ stato il Tribunale della libertà ad annullare la misura cautelare su istanza dei legali di fiducia che, come negli altri precedenti pronunciamenti, ma il provvedimento non censura il lavoro di indagine svolto dalla Guardia di finanza – con il coordinamento della Procura della Repubblica – il cui valore probatorio resta efficace ed intatto.
Infatti, la decisione del Tribunale del Riesame motivata dal “difetto di motivazione” inerisce direttamente il provvedimento di cattura laddove – scrive il Riesame – manca la valutazione autonoma e critica da parte del Gip che ha fatto proprie ed integralmente le argomentazioni del Pubblico ministero. Ciò, specificano i giudici del Tribunale della libertà, non è praticabile dovendo il Gip argomentare con proprie autonome valutazioni.
Il blitz, eseguito dalla Guardia di Finanza e coordinato dal sostituto procuratore Andrea Maggioni, è scattato lo scorso 21 giugno e riguardava l’ipotesi di un sistema correttivo – nascosto sotto finte consulenze – per accedere legittimamente ai prestiti erogati dall’Irfis.
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