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Mafia agrigentina, chiesta la confisca dei beni e la sorveglianza speciale per “u’ prufissuri” Leo Sutera

Confisca dei beni già sequestrati e applicazione della misura della sorveglianza speciale. Questa la richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo fatta al Tribunale di Agrigento nei confronti di Leo Sutera, 67 anni, di Sambuca di Sicilia, inteso “‘u prufissuri”, condannato perchè ritenuto in passato il capo di Cosa nostra della provincia di Agrigento e tornato libero dopo aver scontato diversi anni di carcere. Sutera fu coinvolto nell’operazione antimafia denominata Nuova Cupola, eseguita nel 2012, che portò all’arresto di diverse persone, e che mise in luce, secondo gli inquirenti, il suo ruolo di erede al vertice della consorteria mafiosa agrigentina dove prese il posto di Giuseppe Falsone, suo precedessore, finito in manette a Marsiglia. La pm, Alessia Sinitra, della Dda palermitana, ieri, ha chiesto che vengano confiscati i beni sequestrati a dicembre e riconducibili al sambucese, beni mobili ed immobili per un valore di 400 mila euro. Inoltre, per il pm, sussisterebbero tutti gli elementi per ritenere Sutera socialmente pericoloso, da qui la richiesta dell’applicazione della misura della sorveglianza speciale per 5 anni. Il 67enne era presente in aula.

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