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Menfi, blitz “Scorpion fish”: pescatore va ai domiciliari per motivi di salute

Il gupo del Tribunale di Palermo, accogliendo le istanze della difesa, ha disposto la misura degli arresti domiciliari per Pietro Bono, 68 anni, pescatore di Menfi, finito in carcere per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a seguito dell’operazione Scorpion Fish. Ieri, dunque, l’uomo ha lasciato il carcere per essere tradotto presso la sua residenza. La richiesta è stata accolta in considerazione delle condizioni di salute del menfitano, condizioni che non sono state ritenute idonee alla detenzione in carcere. Oggi il Tribunale del Riesame deciderà circa la misura cautelare del Bono. Secondo gli avvocati difensori nessun indizio vi è a carico del pescatore che possa giustificare esigenze cautelari. Anche Felice Montalbano, 58 anni, operaio, coinvolto anche lui nell’operazione e  arrestato si rivolge al Riesame. I due sono accusati di aver dato assistenza logistica a due tunisini che secondo gli investigatori fanno parte di una organizzazione dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

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