Licata

Licata, “incendiarono la casa del padre del sindaco”: resta agli arresti domiciliari uno degli indagati

Niente annullamento dei domiciliari per Angelo Marco Sortino, 33 anni, il licatese accusato di essere uno degli incendiari della casa estiva del padre del sindaco di Licata. La Corte di Cassazione, infatti, ha deciso di non accogliere le istanze della difesa dell’uomo che chiedeva la revoca dell’ordinanza di custodia cautelare cui è sottoposto. Sortino è indagato per incendio aggravato e violazione di domicilio aggravata. Con lui sotto inchiesta è finito anche un altro licatese Calogero Strincone, 31 anni. I due risultano indagati perché, come scrivevano i carabinieri all’epoca del loro arresto, in concorso tra loro e con altri soggetti allo stato non identificati, approfittando dell’ora notturna, si introducevano nell’immobile destinato ad uso di abitazione di proprietà di Cambiano Rosario e vi appiccavano il fuoco allo scopo di danneggiarla e di realizzare il reato di cui al capo B, provocando un incendio all’interno della stessa. Fatto commesso approfittando di circostanze di tempo e al fine di realizzare un altro reato, su un edificio destinato ad uso di abitazione. Fatto commesso in Licata l’08.05.2016.
La vicenda è questa: In data 09 maggio 2016, Cambiano Rosario, padre di Cambiano Angelo, sindaco del comune di Licata, si recava presso l’abitazione rurale sita in località “Stretto” del Comune di Licata, ove, una volta giunto, notava che una finestra laterale del fabbricato presentava evidenti segni di annerimento provocati da un incendio sviluppatosi all’interno dell’edificio; lo stesso accertava altresì che la porta d’ingresso dell’abitazione era socchiusa e presentava evidenti segni di effrazione.

Venivano svolti rilievi tecnici e fotografici e veniva stabilito con assoluta certezza che l’incendio era di origine dolosa e che era stato appiccato la sera precedente, l’8 maggio 2016. In particolare, all’interno della abitazione si potevano riscontrare “più punti di innesco: sul tavolo in legno posto al centro del vano si rinveniva uno straccio che avvolgeva degli acceleranti tipo diavolina accendi-fuoco, in altri punti si sono rinvenuti cumuli di carta combusta e per terra. In prossimità del tavolo, un cilindro di cartone con all’interno degli stracci e con acceleranti tipo diavolina accendi-fuoco parzialmente combusto; dati gli evidenti segni di effrazione sulla porta e numerose tracce di innesco con carta, stracci e diavolina, l’incendio è presumibilmente di natura dolosa”.

Contestualmente, si acquisivano le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza installato nell’abitazione in questione, dalle quali si constatava che gli autori del reato erano in due ed avevano agito di notte (intorno alle ore 21.00) con il capo travisato dai cappucci delle felpe indossate.

In merito all’episodio, veniva escusso a sommarie informazioni testimoniali il sindaco Angelo CAMBIANO, il quale, pur non avendo sospetti sull’identità degli autori materiali del fatto reato, poneva l’evidenza sulle minacce e le pressioni alle quali era sottoposto in quel periodo da parte dei proprietari delle case abusive in corso di abbattimento, i quali pretendevano la sospensione delle demolizioni.

Loading…

Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *

Grandangolo Agrigento il sito di notizie, attualità, cronaca, mafia della provincia di Agrigento e della Sicilia Direttore: Franco Castaldo E-mail: GRANDANGOLOAGRIGENTO@GMAIL.COM

Copyright © anno 2017 - Edizioni Grandangolo - Via Mazzini, 177 - 92100 Agrigento - Codice Issn: 2499-8907 - Iscrizione R.O.C.: 22361

To Top