Agrigento

Agrigento: un cartellone teatrale stretto tra una duchessa di Chicago e una principessa della Colchide

Con uno spettacolo simil-celebrativo, inaugurato l’anno scorso dall’era Firetto, è stato presentato il cartellone della stagione teatrale 2017-2018 del nostro “Teatro Pirandello”.
Sul palco l’attore e regista Sebastiano Lo Monaco, insostituibile affabulatore e direttore artistico, il sindaco Lillo Firetto che tesse la sua tela per trasformare Agrigento in città della cultura (almeno come “nomination”, ma è già tanto), l’attore e regista Gaetano Aronica, presidente della Fondazione Teatro Pirandello la quale suscita sempre interrogazioni da araba fenice e resta “innominata e innominabile” dal Consiglio comunale vigente che se ne dovrebbe occupare (e quindi non vigente e squassato dai cambia-casacca); infine Marco Savatteri new entry della scena agrigentina, sceso dalla inarrivabile Roma in terra natìa alla ricerca di nuovi allori dopo quelli più o meno discussi del “Macbeth musical tragedy”; il compositore e attore Mario Incudine della cui bravura Lo Monaco si è detto invidiosissimo.
Il tutto allietato da una band musicale, ci dicono molto apprezzata.


In un filmato promo si è vista l’attrice Barbara Capucci alla quale non si può resistere dopo i ripetuti inviti (inquadrata in posizione orizzontale) di andare a teatro e, soprattutto, dopo la sua bella interpretazione, l’anno scorso, di “Vestire gli ignudi” di Gaetano Aronica.
Centellinando con navigata suspence i titoli in cartellone, Sebastiano Lo Monaco ce li detta con il tocco gigionesco che gli conosciamo. Dunque, si alza la tela con l’operetta “La duchessa di Chicago” il 18 e 19 novembre. La regia di Umberto Scida è una garanzia per serate “vintage e rewind” e sempre di Scida è la regia di “Cin ci la”( 3 e 4 febbraio) dove il principe Ciclamino apparirà antiquato a fronte di una “duchessa” che preferisce charleston e fox- trot e forse per questo sarà più accettata dai giovani che si avventureranno quella sera a teatro. Spaurente un’altra principessa, quella della Colchide: la maga Medea (9 e 10 dicembre) che sarà interpretata da un attore (come si usava nel teatro greco), il grande e amato da Tinto Brass: Franco Branciaroli. Se poi aggiungiamo che la regia è firmata dal defunto Luca Ronconi, per lo spettatore bisognerà cogliere al volo questa non ripetibile occasione.
Il direttore artistico e il presidente della Fondazione, Lo Monaco e Aronica, saranno presenti in cartellone, il primo l’11 e 12 gennaio con “Dopo il silenzio” tratto dal libro di Pietro Grasso “Liberi tutti”. Ad affiancarlo Elisabetta Pozzi, grande musa ispiratrice di Giorgio Albertazzi.
“Luna pazza” il 12 e 13 maggio vedrà affiancati Gaetano Aronica e Marco Savatteri che probabilmente riprenderanno un “potpourri” di temi anche musicali.
Tra gli illustri siciliani non poteva mancare Gianfranco Jannuzzo che porterà in scena il 7 e 8 aprile “Alla faccia vostra” con la sua musa Debora Caprioglio, un testo di Pierre Chesnot che gira con successo da un anno ormai.
Altre notazioni sul cartellone riguardano la “Filumena Marturano” con Mariangela D’Abbraccio il 25 e 26 novembre, il Mario Incudine di “Mimì, quando Modugno non era ancora Mister Volare”, il 16 e 17 dicembre; grandi risate, promette Lo Monaco, ci attendono con “La macchina della felicità” di Flavio Insinna, il 28 e 1 marzo e con “La scuola”, il 21 e 22 aprile interpreti Silvio Orlano e Vittoria Belvedere.
Infine “Due” con Raoul Bova e Chiara Francini il 17 e 18 marzo, una commedia agrodolce tra le inquietudini bergmaniane di “scene da un matrimonio”.
Attenzione alle compagnie locali è stata dimostrata secondo “lor signori” con una sorta di concorso, se abbiamo ben compreso, che poi vedrà premiata una messa in scena degna di calcare le tavole del “Pirandello”.
Lo ha riferito Gaetano Aronica, un attore con un curriculum che lo ritrae quasi sempre dinanzi una cinepresa e molto meno sulle tavole di un palcoscenico. Una decisione senz’altro concordata col sindaco che firma il cartellone e che non si è mai visto presente ad una messa in scena delle compagnie locali. Un sindaco di tutti invece avrebbe dato onore con la sua presenza e sarebbe stato onorato e informato.
Nessuno si stupisca se riveliamo che qualche tempo fa gli abbiamo detto di presenza che era un sindaco classista e divisivo. Per tutta risposta abbiamo avuto un: “e tu sei provinciale”.
Senza dimenticare di richiedere a fine stagione le carte delle fatturazioni per le compagnie teatrali anche se l’amministrazione comunale dovrebbe inviarle per posta celere a tutt

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