A Palermo è polemica sui costi della “munnizza” e ad Agrigento e...

A Palermo è polemica sui costi della “munnizza” e ad Agrigento e in provincia chi paga?

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L'on. Figuccia

Palermo continua ad essere sommersa di rifiuti e il servizio di raccolta della munnizza ad opera della Rap fa acqua da tutte le parti. Con ogni probabilità, è arrivato il momento che il Comune rescinda il contratto con la stessa Rap”.
Lo afferma, come riporta l’Ansa alle 14,20 di oggi, il consigliere comunale di Forza Italia Angelo Figuccia. “Stamattina, con i colleghi della Terza commissione consiliare – aggiunge – abbiamo ricevuto in audizione il vice presidente Maria Cristina Orlando e il dirigente dell’azienda di piazzetta Cairoli Massimo Collesano insieme con il dirigente dei servizi tributari del Comune Leonardo Brucato. Durante il colloquio, sono venuti fuori alcuni dati parecchio sorprendenti, a cominciare dalla class action contro la Rap che i palermitani hanno praticamente messo in atto: sui 126 milioni di euro che il Comune prevedeva di incassare nel 2014, alla fine Palazzo delle Aquile ne ha incamerati circa 80, con il risultato che in pratica un terzo dei palermitani non ha pagato la Tari, la tassa sui rifiuti, o perchè non hanno i soldi o perchè non vogliono pagare per un servizio pessimo, che continua a costare uno sproposito, anche a causa di alcuni esborsi esorbitanti che la Rap prosegue a mantenere, come ad esempio i 600 mila euro annui dati a soggetti privati per l’affitto di alcuni locali, o peggio ancora, i 4 milioni e mezzo per servizi e consulenze esterne, che la Rap, paradossalmente, chiama esternalizzazioni”. “In pratica – conclude Figuccia – con le proprie tasse i palermitani continuano a pagare gli alti costi della politica, senza che nessuno, a cominciare dal sindaco Orlando, metta un freno a tutti questi sprechi. Ecco perche’ adesso e’ arrivato il momento di dire basta. I palermitani non possono e non vogliono fare altri sacrifici per pagare gli sprechi fatti da altri”.
Il dato portato alla luce da Figuccia, deve fare riflettere e dobbiamo traslarlo alle vicende agrigentine.
Che cos’è la Tari?
È un tributo che il sindaco del comune, mediante importi fissati con delibera di Consiglio comunale, chiede di pagare ai cittadini per assicurare la copertura integrale dei costi del servizio di igiene urbana (spazzamento, pulizia strade, spiagge, raccolta dei rifiuti, ecc. ecc ecc.). Un paio di esempi per rendere l’idea: Nel comune di Agrigento il relativo regolamento è stato approvato, previa proposta del sindaco, dal Consiglio comunale il 29 maggio 2014 e prevede all’art 42 che all’incasso per conto del Comune provvede Gesa Ag2 Spa e “per l’anno 2014 il tributo deve essere pagato in 3 rate scadenti nei mesi di luglio, settembre e novembre“.
Nel comune di Campobello di Licata il regolamento, approvato dal Consiglio con delibera 24 del 31 luglio 2014, all’art 59 prevede che “per l’anno 2014 sono fissate le seguenti scadenze di fine mese ottobre, novembre e 16 dicembre, con facoltà di pagare in unica soluzione il 16 di novembre“. Potremmo continuare per tutti i comuni della provincia di Agrigento ma vi evitiamo il fastidio. Andiamo al dunque, al dato certo, quello che ci interessa.
Nello scontro tra il sindaco Orlando che con il presidente della Rap (la Spa pubblica del Comune di
Palermo) accusa di fatto i lavoratori della Rap che si imboscano e non lavorano si intravedono amare verità che si leggono in un comunicato dei consiglieri comunali di Forza Italia che per il tramite dell’on. Figuccia hanno reso pubblico un dato inquietante ovvero che rispetto alla Tari “sui 126 milioni di euro che il Comune prevedeva di incassare nel 2014 alla fine Palazzo delle Aquile ne ha incamerati circa 80″.
Ora poiché il dato di Palermo le cui polemiche si comprende quale grave fatto occulta ovvero oltre 4 su 10 non pagano la Tari si presume simile a quello di diversi altri comuni chiediamo ai sindaci di Agrigento, Favara, Porto Empedocle, Canicattì Licata e Sciacca (cioè i maggiori centri, ma lo chiediamo a tutti, uno per uno) di rendere pubblica l’importo complessivo della Tari per il 2014 espresso in € e l’importo effettivo incassato al 31 giugno 2015 nonché la percentuale di mancato incasso. La tabella che pubblichiamo qui la terremo a disposizione dei lettori fino a quando i sindaci dei Comuni della provincia riterranno di farci avere il dato che metteremo a disposizione sempre dei lettori. Riempiremo le caselline in modo tale che ognuno può farsi il proprio convincimento. Al momento la tabella ingloba solo i nomi dei Comuni; ai sindaci, ed alla loro sensibilità, la facoltà di farci riempire le caselline mancanti. E se non riscontreremo sensibilità, i dati li troveremo noi. Ma a quel punto sarà un’altra storia. Noi, siamo fiduciosi: aspettiamo risposte.
Comuni provincia Agrigento, pagamento Tari

L'on. Figuccia

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