Abusivismo Agrigento, la mesta parabola dell’incendiario morto pompiere (video)

Abusivismo Agrigento, la mesta parabola dell’incendiario morto pompiere (video)

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L'ex ambientalista antiabusivo Arnone portato via a forza dalla Polizia

Momenti di tensione nella Valle dei Templi di Agrigento, dove le ruspe hanno ripreso le demolizioni dei manufatti abusivi, come prevede una sentenza definitiva. Intorno alle 9 gli operai si sono presentati in una villetta di contrada Maddalusa, abitata da una famiglia di 5 persone, e realizzata in una zona di inedificabilità assoluta della Valle dei Templi. A rappresentare la famiglia è l’avvocato Giuseppe Arnone, con un passato di ambientalista, che si è opposto all’abbattimento dell’edificio. Dopo un botta e risposta tra Arnone e i funzionari del Comune e della Polizia, si sta procedendo all’abbattimento dell’edificio abusivo.
L’agenzia Adnkronos alle 11,15 ha battuto questa notizia. Fa il punto su una giornata convulsa svoltasi a Maddalusa, località balneare di Agrigento vincolata da inedificabilità assoluta. Senza saperlo e volerlo l’Adnkronos ha recitato il de profundis per Arnone con sole cinque parole messe tra due virgole: con un passato di ambientalista.
Cinque parole, macigni più pesanti di ciò che resterà della villetta che tra poco sarà definitivamente abbattuta.
Se proprio vogliamo dirla tutta, se ne poteva fare a meno della sceneggiata dello sceriffo. Una pagliacciata che porta disdoro all’Ordine degli avvocati ed alle persone dotate di educazione e buon senso.
Ma ve lo immaginate se ogni avvocato che assume il patrocinio di un cliente si travestisse da Capitan Miki o da Tex Willer, peggio ancora da Tom Mix e si ponesse come ostacolo per impedire l’applicazione ed esecuzione dei provvedimenti dello Stato?
Immaginate il prof. Coppi barricato davanti l’uscio della casa di Sabrina Misseri, accusata dell’omicidio di Sara Scazzi, per impedirne l’arresto o l’avvocato di Totò Riina travestito da apache che scaglia frecce contro i poliziotti che vogliono arrestare il suo cliente.
Insomma, una buffonata sontuosa che, tuttavia non riesce a celare i veri scopi perseguiti da Arnone.
Infatti, immaginiamo la scena. Pur di scagliarsi contro la Procura della Repubblica di Agrigento che è riuscita a disegnarne la vera identità con provvedimenti di legge, avrà chiesto – immaginiamo – ai proprietari della villetta abusiva di offrire il suo patrocinio gratuito formulando le bizzarre ipotesi legali che hanno fatto la fine che meritavano.
Ma benedetto Iddio, come ha potuto il signor Piraneo, padrone della villetta, se ancora speranza nutriva per impedire di demolire il suo immobile, affidarsi a Giuseppe Arnone?
Tale scelta è stata ancor più scellerata di quella di costruire abusivamente.
Già, Arnone, che continua a dire che manderà a casa i procuratori di Agrigento e che insulta i giornalisti e li querela ad horas pur di impedirne la libertà di pensiero (Repubblica e Silvio Schembri e tra poco anche noi di Grandangolo).
Lo fa con tutti i mezzi, oggi pochi, a sua disposizione. L’ultimo minaccioso messaggio già stanotte con una mail lunga due chilometri. Ed ha ottenuto quello che voleva: cinque minuti di pubblicità fino a farsi cacciare via a forza e preso di peso dalla Polizia. E noi, esaudiamo questo desiderio con la foto che pubblichiamo a corredo di questo pezzo. E sarà l’ultima volta.
L’agitarsi, lo sbraitare di Arnone è sempre uguale e mistifica cercando di confondere le acque. E va smascherato.
È totalmente falso ciò che egli va contrabbandando e cioè che a breve andranno via, grazie a lui, gli attuali vertici della Procura agrigentina. Nulla di più vergognosamente falso
Arnone ha ben capito che non è in grado di far andare via nessuno. Egli gioca, con chi non è ferrato in materia, sul fatto che gli incarichi direttivi dei magistrati sono a tempo e durano al massimo 8 anni.
L’attuale procuratore dott. Di Natale è arrivato ad Agrigento nel 2008 e dunque andrà a scadenza naturale alla fine del 2016, e non certo perché lo stabilisce Arnone. Arnone non ha alcun potere e siamo certi che si prenderà altre scoppole nel prossimo futuro.
Lo stesso discorso vale per il procuratore aggiunto dott. Fonzo, il cui mandato invece scadrà nel 2017.
E neanche in questo caso sarà Arnone a stabilire quando il dott. Fonzo dovrà concludere il suo lavoro ad Agrigento.
E poi, diciamocela tutta, è sicuro Arnone che i successori di Di Natale e Fonzo siano per lui meglio di costoro?
Quando andò via, per sua scelta, il procuratore Miccichè egli, Arnone, se ne vantó e disse che aveva fatto nominare il dott. De Francisci. E con De Francisci gli andò male.
Poi il mandato del dott. De Francisci finì e l’illustre magistrato, proseguendo nella sua brillante carriera, dapprima è stato procuratore aggiunto a Palermo ed oggi è avvocato generale in Corte d’appello, numero due dopo il procuratore generale Scarpinato.
Lo stesso vale per l’allora aggiunto di De Francisci che, finito il suo periodo agrigentino, prima è andato a ricoprire lo stesso incarico a Siracusa ed oggi a Palermo.
Insomma, Arnone non orienta un tubo!
E dopo De Francisci e Corselli ad Arnone è andata malissimo con Di Natale e Fonzo, che non gliene hanno fatta passare una che fosse una!
Ora, è sicuro Arnone che quando arriverà la naturale fine del mandato del dottor Di Natale e poi del dottor Fonzo gli andrà meglio?

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