Acqua ad Aragona, “Comune condannato a risarcire bollette”

Acqua ad Aragona, “Comune condannato a risarcire bollette”

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Acqua (archivio)

I cittadini di Aragona incassano un’altra vittoria nei confronti del Comune e della non corretta gestione delle tariffe idriche.

Ecco la vicenda: Il Giudice di Pace di Agrigento, in accoglimento della domanda giudiziaria proposta da diversi cittadini aragonesi, patrocinati dall’avvocato Giuseppe Farruggia, ha dichiarato l’illegittimità delle bollette idriche emesse dal Comune, che impongono un importo da pagare uguale per tutti, completamente arbitrario, che prescinde totalmente dal consumo: chi consuma molta acqua, paga lo stesso importo di chi consuma pochissimo o addirittura nulla. Il criterio corretto, così come previsto dalla Legge statale e comunitaria, ma anche dal regolamento idrico approvato dal consiglio comunale, richiederebbe che il Comune provveda alla misurazione dell’acqua consumata dall’utente, attraverso apposito contatore, facendogli pagare soltanto l’acqua consumata“.

In conseguenza a detti principi i Giudici di Pace hanno annullato le varie bollette idriche, condannando il Comune a rimborsare agli utenti che hanno promosso la causa, le somme pagate a titolo di canone idrico negli ultimi dieci anni, per importi che si aggirano intorno ai 2.500/3.000 euro per ogni utenza, anche perché il comune fa pagare in bolletta il servizio di depurazione per un depuratore che non funziona.

Ebbene, il Comune di Aragona, dopo una iniziale inerzia, ha impugnato alcune delle citate sentenze davanti il Tribunale di Agrigento che, in totale accoglimento delle tesi difensive formulate dall’avvocato Giuseppe Farruggia, con tre sentenze (magistrato dott. Illuminati) ha rigettato gli appelli proposti, condannando il Comune di Aragona anche al pagamento delle spese legali.

“È una bella vittoria per i cittadini aragonesi, che ristabilisce la Legalità” – dichiara l’avvocato Giuseppe Farruggia – “Non mi compete esprimere un giudizio politico sulla vicenda, tuttavia non può non evidenziarsi come essa sia la conseguenza di una conduzione del tutto approssimativa del servizio idrico che il comune di Aragona ha avuto il privilegio di continuare a gestire”. “Sarebbe stato auspicabile per tutti, soprattutto per l’Ente, che si addivenisse ad una soluzione bonaria della vicenda, con la messa in regola delle utenze. Al contrario, il Comune, in persona dell’allora assessore alla Legalità, oggi destituito, è arrivato a “minacciare” il distacco del servizio idrico agli utenti che hanno chiesto la regolarizzazione. Chi ha condotto l’Ente al baratro, oggi, apprestandosi a cavalcare l’onda della vittoria, si erge a paladino degli utenti e dei consumatori”.

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