Acqua pubblica ad Agrigento, il Consiglio Comunale vota a favore: ecco il...

Acqua pubblica ad Agrigento, il Consiglio Comunale vota a favore: ecco il primo passo

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Si apre una nuova pagina per Agrigento o forse si accende semplicemente una luce.
Oggi il Consiglio Comunale, riunitosi in Sala d’Ercole, ha votato una delibera grazie alla quale, in osservanza della legge regionale n 19/15 , si potrà tornare alla gestione pubblica dell’acqua.

La notizia del giorno potrebbe sembrare essere l’approvazione della delibera che ci colloca al traguardo di via di una lunga, lunghissima corsa ad ostacoli per ottenere la ripubblicizzazione del servizio (o almeno la razionalizzazione del servizio, ovvero efficienza ed economicità ) ma in realtà ,la notizia vera credo sia la maturità di questo consiglio comunale.
Il dibattito consiliare si apre,infatti, con toni serrati e piccole incomprensioni. Tuttavia il buon senso prende il sopravvento e l’interesse pubblico prevale sui giochi di ruolo e disguidi terminologici: ed è’ subito sinergia e collaborazione!
Ciò poiché i 20 consiglieri presenti hanno dimostrato di aver a cuore la città, argomentando con efficacia e correttezza ogni posizione assunta.
In questo quadro collaborativo e costruttivo trova il giusto spazio anche il dissenso della Presidente Catalano, la quale si dichiara a favore dell’acqua pubblica ma in dissenso con la bocciatura dell’emendamento/salvaguardia che subordinava il ritorno alla gestione dell’acqua pubblica al vaglio di maggior efficacia ed economicità per il cittadino. Posizione coerente con il suo ruolo di garanzia.
Pertanto la buona novella di oggi credo sia il dibattito consiliare, la consapevolezza dell’importanza dell’organo collegiale.
A questo operoso consiglio va il monito, però, di non fermarsi ad indicare la luna: mi auguro che la tematica dell’acqua venga trattata in ogni sua sfumatura:
1) facendo pressione sul commissario liquidatore dell’Ato, Dottor Maisano, affinché con una semplice delibera , limi il regolamento di utenza vietando comportamenti quali i distacchi per morosità o il pagamento dei canoni di depurazione nelle zone in cui il servizio non viene effettuato ;
2) impegnandosi affinché la regione approvi il progetto già finanziato dal CIPE di rifacimento delle reti idriche e di costruzione di nuovi impianti di depurazione , ciò al fine di non disperdere acqua nelle reti e di riutilizzare l’acqua depurata come risorsa preziosa, ottenendo così una razionalizzazione nei consumi ovvero un risparmio in bolletta per gli utenti.

Roberta Zicari

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