Agrigento

Agrigento, al caffè letterario della Polizia i “terribili anni 90” su una bicicletta volante

Quarto appuntamento con il Caffè Letterario, iniziativa culturale fortemente voluta dal Questore di Agrigento che si innesta nelle molteplici azioni Istituzionali finalizzate per la diffusione della cultura della legalità sul territorio, aprendo le porte del rinnovato Centro balneare della Polizia di Stato a San Leone.
Enzo Alessi ha moderato l’incontro con il prof. Fabio Giallombardo, giovane debuttante scrittore di origini palermitane, da qualche tempo è residente nelle Marche dove insegna in un Liceo Scientifico, che ha presentato il suo romanzo “La bicicletta volante” a un pubblico numeroso e ad una attenta delegazione di studenti accompagnati dai loro docenti provenienti dall’Istituto “Majorana” di Agrigento.
Alcuni studenti dell’indirizzo “musicale” si sono fatti carico di intervallare il proficuo e costruttivo incontro proponendo tre pezzi musicali, tra i quali “La vita è bella”. Altri studenti hanno fornito un bel contributo leggendo tre letture del romanzo ed alcuni di loro hanno proposto delle pertinenti domande all’autore.
Ad avvio dell’incontro Giuseppe Peritore, vice questore vicario ha portato i saluti di indirizzo. Erano presenti diversi funzionari della Questura di Agrigento e il Comandante della Capitaneria di Porto di Porto Empedocle. Il Presidente dell’Associazione “Emanuela Loi” Fabio Fabiano relatore della pubblicazione, è intervenuto introducendo l’argomento del romanzo con un significativo excursus sulla sua attività di poliziotto, svolta ad inizio della carriera nella difficile capitale della “mafia”, di scrittore e ancor prima di giovane studente del liceo, soffermandosi sulla circostanza che non avrebbe mai immaginato di diventare uno scrittore e di aver iniziato a leggere solo per capire gli accadimenti della vita ed esplorare fatti e circostanze, in quel momento, a lui sconosciute.
Nel corso dell’incontro letterario la poetessa Stella Vella ha declamato due brevi intense poesie dal titolo “Specchio” e “Spegnete la luna” mentre Giusy Terrasi ha letto una lettera d’amore su Palermo dello stesso autore: “Palermo è una città che respinge e che, incredibilmente, attrae”.


Un serrato colloquio è stato poi condotto con Giallombardo da Enzo Alessi che ha chiesto quale sia il rapporto tra personaggi del libro e i colletti bianchi.
“Le vicende del mio libro sono frutto di fantasia, ma gli spunti da cui prendo le mosse sono eventi di cronaca sotto gli occhi di tutti; ad esempio la costruzione della clinica “Villa S. Teresa” a Bagheria fu possibile solo grazie ad un complesso groviglio di affari che videro personaggi insospettabili quali l’ing. Aiello, politici come l’ex Governatore di Sicilia Cuffaro e mafiosi di rango come Provenzano. Il rapporto tra mafia e società è uno degli elementi guida della trama del mio romanzo”.
Alla domanda se vi siano ancora i pupari, “certamente—riferisce Giallombardo – la mafia oggi si è trasformata, l’organizzazione mafiosa privilegia quello che Pippo Fava indicava come il III livello cioè mafia-imprenditrice che si infiltra nella politica e nelle Istituzioni, diventando spesso indistinguibile, un unicum con le attività legali. A tal proposito come non ricordare il centro sulla legalità fatto costruire a Villabate dalla mafia su un’audace inventiva di un politico dalla fedina immacolata.
Su quanto la Palermo delle stragi dei giudici e dei poliziotti servitori dello Stato sia cambiata, lo scrittore precisa che “La Palermo descritta nel mio libro è una città esattamente spezzata in due tra quartieri degradati e piccole oasi di benessere ma, è anche una Palermo che si ribella. Oggi, invece, è una città più ordinaria in cui le contraddizioni appaiono meno stridenti, ma che spesso sembra affetta da sonnambulismo.
Rivolgendo un sentito ringraziamento al Questore di Agrigento Mario Finocchiaro, ad Angelo Leone che è un po’ l’anima operativa del Caffè letterario e al Presidente dell’Associazione “E. Loi” per la lodevole, quanto inusuale iniziativa rivolta non solo alla cittadinanza ma soprattutto aperta ai giovani studenti e alle future classi dirigenti, Giallombardo ha esternato tutta la sua soddisfazione per il dialogo intrattenuto nella mattinata con gli studenti: “Ho cercato di incoraggiarli a non mollare mai, impegnandosi in tutte le attività possibili, affinchè tutti insieme possiamo quanto prima riscattare questa bellissima ma martoriata Sicilia. Ho raccontato loro che da anni lavoro ad una “antologia scolastica” sui rapporti fra mafia e istituzioni attraverso le opere di Pippo Fava. Questa antologia a breve vedrà la pubblicazione e sarà adottata nelle scuole superiori. Il mio augurio e che i ragazzi di questa generazione, che costituiscono il nostro futuro possano conoscere le storia della nostre Istituzioni sia negli aspetti virtuosi che nelle numerose collusioni”.
Non è mancato un momento di commozione allorchè Enzo Alessi ricorda che quando seppe dell’uccisione di Pippo Fava si trovava in compagnia di Andrea Camilleri e che lo scrittore empedoclino commentò con queste parole: ”I curnuti s’impararu a leggiri”.

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