Agrigento, Alfonso Gueli ospite del “Caffè letterario” dei poliziotti-scrittori (fotogallery)

Agrigento, Alfonso Gueli ospite del “Caffè letterario” dei poliziotti-scrittori (fotogallery)

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Un insieme degli attori partecipanti

Alfonso Gueli durante l'intervista
Alfonso Gueli durante l’intervista
Anna Pia Peritore e il vice questore Peritore
Anna Pia Peritore e il vice questore Peritore
Folto pubblico in terrazza
Folto pubblico in terrazza
Giusi Terrasi collaboratrice dell'evento
Giusi Terrasi collaboratrice dell’evento
Penultimo appuntamento con il Caffè letterario sulla terrazza del Centro balneare della Polizia di Stato a San Leone in Agrigento. Lo scrittore agrigentino Alfonso Gueli è stato ospite del “teatro contemporaneo per costruire la bellezza”, ideato dal moderatore Enzo Alessi e dall’associazione “Emanuela Loi” di Fabio Fabiano.
Giovanni Moscato durante una sua interpretazione
Giovanni Moscato durante una sua interpretazione
Gueli e Alessi osservano gli attori
Gueli e Alessi osservano gli attori
Il pianista Eduardo Savatteri
Il pianista Eduardo Savatteri
Moscato durante la lettura di un brano  del libro di Gueli
Moscato durante la lettura di un brano del libro di Gueli

La serata con l’autore è stata presentata da Giusy Terrasi con la partecipazione degli attori Giusy Carreca e Giovanni Moscato che hanno offerto stralci di letture delle opere di Gueli. Al pianoforte il maestro Edoardo Savatteri che si è reso co-performer degli attori accompagnandoli nella canzone che fa da colonna sonora al film “Un maledetto imbroglio” di Pietro Germi. Anche qui echi molto letterari perché il film è tratto da “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” di Carlo Emilio Gadda.
Alfonso Gueli ha pubblicato il suo primo romanzo “Maledetta città” nel 1978, sono seguiti “Tutte le parole che vuoi” e testi teatrali con prefazione di Andrea Camilleri nel 1987. Sono quattro volumi in cofanetto che comprendono “ “Prima che si accendano le luci in sala”, “Il mostro”, “Forse fioriscono i susini ancora”, “Se è vero amore”, “Monologhi”, “Armonia di famiglia”, “Palla al centro”, “La felicità esiste”, “Al dio Diazepam”.
Sulla quarta di copertina del cofanetto un giudizio definitorio di Andrea Camilleri: (…) E allora che significa teatro di parola? Se non questa intelligentissima, coerente e, perché no?, sorniona stimolazione di Gueli, autentico drammaturgo che dal fondo della sua provincia ha capito quello che c’era da capire del teatro contemporaneo…(…). Intensa l’attività di autore teatrale con una ventina di opere, tra queste, si ricordano: “Vuoti a perdere”, “Fa’ che non ti manchi la voce”, ”Voglio andare a vivere in Australia”, quest’ultima messa in scena con una compagnia teatrale sorta ad Agrigento con attori non professionisti da lui diretti. E’ stato collaboratore dei quotidiani “L’Ora” e “La Sicilia”, negli anni ottanta tenne una sua rubrica dal titolo “Palla al centro” sul mensile agrigentino “Proposta”.
Pubblico in sala
Pubblico in sala
Un primo piano di Alfonso Gueli
Un primo piano di Alfonso Gueli

Nel 2014 dal suo racconto “L’uomo della grotta” inserito nella raccolta “Ombre scolpite” per l’editrice “ Medinova”, il giornalista e regista Diego Romeo ha realizzato un cortometraggio, intitolato: “Cannameli road” con l’interpretazione di Lia Rocco e Salvatore Bracco Nocera. L’autore ha ricevuto numerosi premi, tra i quali: “Premio Palcoscenico”, “Premio Telamone”, “Premio Pirandello per l’atto unico”, Premio “Luigi Capuana per il romanzo “Ritrovare Paola” e “Premio Sikelè”.
Il critico letterario Renato Minore ha scritto di un Alfonso Gueli che “lavora a costruire una sorta di tipologia dentro cui, con una scrittura piana e pausata è riconoscibile un ambiente descritto con felicità”, rappresentativo di una borghesia insoddisfatta, del politico “implicato” in Tangentopoli, del medico che ha dovuto sacrificare le sue aspirazioni artistiche. E inevitabilmente del teatro e della sua crisi, non solo agrigentina, si è ampiamente discusso tra Gueli e Alessi con un disagio che oggi è diventato collettivo investendo la società tutta.. Un dialogo umano che,citando Christa Wolf, dà luogo all’umano, alla memoria, alla partecipazione, alla comprensione”.
Fotogallery di Diego Romeo

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