Agrigento

Agrigento, blitz “Alta tensione” dei Cc: verificatori Enel infedeli chiedevano soldi per chiudere un occhio (vd)

Un momento della conferenza stampa tenuta dal ten.  Nicolò Morandi, dal cap. Ernesto Fusco e dal ten. Giuseppe Scotto Di Tella

Un momento della conferenza stampa tenuta dal ten. Nicolò Morandi, dal cap. Ernesto Fusco e dal ten. Giuseppe Scotto Di Tella

E’ in corso  nella caserma dei Carabinieri di Agrigento la conferenza stampa dei Militari dell’Arma riguardante l’operazione “Alta tensione” che coinvolge verificatori Enel infedeli che chiedevano soldi per chiudere un occhio e non denunciare allacci abusivi o addirittura essi stessi creavano per conto di privati allacci abusivi con il metodo del magnete o del cosiddetto “sorcio”

L’attività nasce dalla denuncia di un  imprenditore a cui – i due odierni indagati  Giovanni Trupiano, 60 anni di Agrigento e Domenico La Porta, 63 anni di Naro – hanno tentato di estorcere del denaro, dopo aver fatto una finta verifica dicendo di essersi accorti (falsamente) di un allaccio abusivo e  proponendo quindi un accordo economico (2,000€) anche dilazionato nel tempo.

Indagine Alta tensione

“Ci devi fare un regalo”: il modus e’ questo e configura il reato di tentata estorsione.

Da qui nascono le indagini e i carabinieri trovando un mondo sommerso e scoprendo tantissimi imbrogli del genere. L’Enel – precisano i carabinieri – e’ parte lesa  e anzi ha aiutato i carabinieri collaborando totalmente.

Con l’intimidazione di fare una denuncia (minaccia all’imprenditore), i due tecnici tentavano di estorcere il denaro mentre in altri casi erano proprio i verificatori Enel a creare per conto terzi allacci abusivi. Il Gip del tribunale di Agrigento Alessandra Vella, ha disposto per i due verificatori il divieto di soggiorno in provincia di Agrigento mentre per una terza indagata, Luigia Vinci residente a Canicattì ma nata a Campobello diLicaa,  che si occupava di trovare clienti è scattato l’obbligo di firma.

Venti complessivamente gli indagati residenti in mezza provincia di Agrigento tra cui molti titolari di esercizi commerciali.

Da gennaio a oggi 11 arresti e 4 denunce. Si tratta, secondo i carabinieri, di un fenomeno dilagante che riguarda perlopiù attività commerciali.

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