Agrigento, blitz “Discount”: un sequel di Romanzo criminale (Video interviste Sobrà e...

Agrigento, blitz “Discount”: un sequel di Romanzo criminale (Video interviste Sobrà e Sava)

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Da destra Sardoni Patronaggio Sava e Vicari

Il Procuratore Patronaggio e la sostituto Brunella Sardoni
Il Procuratore Patronaggio e la sostituto Brunella Sardoni

De Cataldo ci trarrebbe una prosecuzione di Romanzo criminale  mentre  il cinema si affretterebbe a scrivere una sceneggiatura e a scegliere le location.

Luoghi geografici tutti agrigentini  con qualche breve puntata nei “caveaux” di una banca  e  in un porto tra Toscana e Costa Azzurra dove si dondola all’ancoraggio un fantomatico yacht di 34 metri che alcuni anni fa veniva descritto dalle cronache in fase di allestimento.

Oggi sembra tutto chiaro con l’operazione denominata “Discount” che è stata raccontata nei suoi dettagli in una conferenza stampa della Guardia di Finanza con la partecipazione  del Procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio  e, soprattutto, del  sostituto procuratore Brunella Sardoni che ha diretto  le operazioni  e degli   ufficiali della Finanza  che insieme alla Sardoni hanno svolto un gran lavoro investigativo: il colonnello Massimo Sobrà, il tenente colonnello Fabio Sava e il maresciallo capo Antonio Vicari.

“Questa è una operazione – precisa il procuratore Patronaggio – che riguarda esclusivamente un  aspetto di bancarotta fallimentare. Non riguarda il passato di Burgio né riguarda le qualità personali del Burgio. Altri profili verranno all’attenzione, le indagini non sono finite però l’aspetto per cui è stata emessa l’ordinanza di custodia   cautelare è una bancarotta di rilevante importanza e con una condotta che ha creato un grosso turbamento per l’economia sana  di questa provincia  con pericolo tuttora concreto di inquinamento probatorio e dunque si è  stati costretti a richiedere e ottenere la custodia cautelare in carcere.  Il tempo è passato e diventa sempre più complicato recuperare queste somme.”

“Si tratta di un fallimento – dice il ten. col. Fabio Sava – il cui ammontare a livello di distrazione è il più rilevante registrato da parecchi anni a questa parte. Si è trattato di un lavoro imponente fatto dalla sezione tutela ed economia che ci ha consentito di costruire tutta una serie di condotte di carattere distrattivo riconducibili al Burgio ma anche ad una cinquantina di altri soggetti a vario titolo intervenuti. Chiaramente Burgio è il principale indagato ed è il principale artefice di un sistema che  dire preordinato è ancora abbastanza presto comunque in ogni caso cosciente del dissesto e del fatto di procrastinarlo indebitamente attraverso degli artifizi per cui ha potuto porre in essere con l’appoggio di professionisti del settore e con l’atteggiamento quantomeno compiacente di istituti bancari. Riguardo a questo vantaggio, uno è quello  diretto che la banca gli ha consentito di averlo, riguardante distrazioni e cioè i soldi che lui prendeva , siamo nell’ordine di qualche milione, ma in fase indiretta per fruire di una forte  ristrutturazione di debito che gli  ha consentito di andare avanti al termine di un arco temporale in cui non avrebbe dovuto operare e avrebbe  distratto decine di milioni di euro. Un dissesto di così ampie proporzioni non può essere stato compiuto da solo e proprio perché una condotta così spregiudicata ha dovuto necessariamente fruire di appoggi in alto livello e in ambienti non solo imprenditoriali e bancari.”

Grande e giustificata  soddisfazione esprime il comandante col. Sobrà che mette in rilievo l’attenzione che è stata destinata a “quegli imprenditori che alterano le normali regole di concorrenza e si pongono al di fuori del contesto di legalità che deve contraddistinguere il mondo dell’imprenditoria e del commercio. A questo si aggiunge che in relazione alla tipologia di impresa esercitata dalle imprese fallite che è quella della grande distribuzione, c’è il rischio concreto che in ultima istanza a pagare i danni dei fallimenti possano essere tante famiglie di coloro che erano dipendenti sia delle società fallite ma anche di quelle commercialmente in contatto con esse che a loro volta possono poi  trovarsi in difficoltà in relazione ai fatti di cui oggi ha ribadito il Procuratore della Repubblica.”

 

 

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