Agrigento

Agrigento: Caffè letterario “sulla strada della legalità” si congeda e annuncia il suo ritorno nel 2018

“Serafina” di Anna Burgio e i “Monumenti ai caduti della Provincia di Agrigento” di Paolo Cilona, hanno chiuso gli incontri del Caffè letterario promosso per il quarto anno consecutivo dalla questura di Agrigento.

Dedicato alla “strada della legalità” l’iniziativa  ritornerà per il quinto anno nel 2018.

Così  ha confermato il vice questore Giuseppe Peritore nel dare il saluto al numeroso pubblico intervenuto.

Il moderatore Enzo Alessi e il presidente dell’Associazione Emanuela Loi, Fabio Fabiano, tirano così un sospiro di sollievo insieme ad Angelo Leone,  altro infaticabile collaboratore dietro le quinte di una strategia organizzativa che richiede solitamente impegno e decisioni talora drastiche.

Un ultimo incontro che si è chiuso con un perfetto controcampo ad una Sicilia che si dice talora rinnovata ma che poi nasconde tra le sue pieghe immutabili storie dolorose, di riscatto e di lotta quotidiana. Quindi un passato che ritorna a valanga  in un presente che sembra inutile mistificare o esorcizzare.

“Queste cose non avvennero mai ma sono sempre” avvertiva l’oracolo dei miti, e Anna Burgio con la sua storia palpabile ce lo ricorda personalmente  e per iscritto: “Volevo dare voce a Serafina, una donna che ho conosciuto solo attraverso i racconti di altre persone che a loro volta ne avevano solo sentito parlare. Ho raccolto i loro ricordi con l’urgenza e l’esigenza di una storia che chiamava per essere raccontata, condivisa, come si faceva un tempo oralmente, per non essere dimenticata”.

Un romanzo da  classica narrativa meridionale dove vengono colte  le grandi differenze nella società, della vita contadina dei primi decenni del novecento nel sud Italia, onusto  di miseria e di ignoranza, di personaggi fragili e indifesi davanti al mondo cui vanno incontro con fortezza d’animo. Romanzo di una memoria che reclama di essere tramandata a tutte le generazioni, a iniziare dai giorni nostri.

Altro passato che ritorna nelle pietre, nei marmi consunti di monumenti che interessarono babbi e nonni e che ci parlano anch’esse di storie di martirio e di riscatto.

Artefici e collaboratori del Caffè Letterario: Angelo Leone, Enzo Alessi, Giuseppe Peritore e Fabio Fabiano


Un libro fatto di pietra e di metallo, quello di Paolo Cilona che ha già avuto numerosi riconoscimenti.

Non a caso è stato detto e scritto che  la ricerca certosina di Cilona ha un precipua finalità,  quella di inculcare la memoria storica nei giovani, facendo comprendere che non si devono dimenticare i “Caduti in guerra”, coloro che hanno sacrificato la loro vita per la Patria.

Si è evidenziato che il libro di Paolo Cilona può essere studiato a scuola, “dove si forma l’uomo e il cittadino, aiutando le nuove generazioni a ricercare la loro identità e spronando all’uguaglianza, alla libertà, alla fratellanza, alla democrazia”.

Per la cronaca un manipolo di poeti (Rimi, Lo Bue, Mira, Daniela Ilardi, Arrigo) hanno partecipato a quest’ultimo incontro  letterario  mentre alcune di loro hanno omaggiato gli ospiti  con la lettura di liriche.
 mi-piace

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