Agrigento, calci e pugni ad un arbitro: condanna per 6 calciatori favaresi

Agrigento, calci e pugni ad un arbitro: condanna per 6 calciatori favaresi

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Tribunale di Agrigento

Condanna per 6 persone tra, giocatori e tesserati dell’Atletico Favara, da parte del Tribunale di Agrigento. Nello specifico si tratta di Antonino Di Gloria, Gianluca Patti, Giuseppe Valenti, Giuseppe Russotto, Cristian Scirè Scapuzzo e Marco Salemi, accusati a vario titolo di aver minacciato ed aggredito con calci e pugni, durante l’incontro di calcio di Terza Categoria tra il Comitini e l’Atletico Favara, l’arbitro della gara, l’empedoclino Francesco Scibetta (che all’epoca dei fatti era minorenne).

I fatti risalgono al 15 febbraio 2009. Dopo una rete dei padroni di casa, fortemente contestata dagli ospiti, l’arbitro viene accerchiato da tutti i giocatori favaresi (tranne il portiere) che iniziano ad insultarlo. Il malcapitato, inizia a sventolare i primi cartellini rossi e presto si passa dalle minacce ai fatti: calci e pugni, e persino la sottrazione del cartellino rosso per evitare altre espulsioni.
Solo l’intervento di un giocatore di casa, un poliziotto, avrebbe scongiurato altri problemi per il giovane fischietto costretto a ricorrere alle cure del San Giovanni di Dio.

Dalla querela sporta dall’arbitro, si giunge alla sentenza emessa dal giudice: Di Gloria (tre mesi e 5 giorni), Patti (tre mesi e 5 giorni), Valenti (15 giorni), Russotto (15 giorni), Scapuzzo (15 giorni di reclusione) e Salemi (tre mesi e 5 giorni di reclusione), dovranno anche corrispondere un risarcimento alla vittima dell’aggressione.
Per tutti la pena è sospesa.
Alcuni giocatori sono stati squalificati dai giudici federali.

Il processo, avrà anche qualche strascico per un paio di testimoni reticenti, per i quali il giudice ha disposto la trasmissione degli atti al PM.
Francesco Scibetta era assistito dall’avv. Rosario Didato, già arbitro di Serie A e Serie B ed oggi ispettore di lega di Serie A. Gli imputati erano difesi dall’Avv. Maria Alba Nicotra e Pierluigi Cappello.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 60 giorni.

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