Agrigento: Cuperlo e Capodicasa su “La Sinistra alla prova dei cambiamenti”

Agrigento: Cuperlo e Capodicasa su “La Sinistra alla prova dei cambiamenti”

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Angelo Capodicasa, Gianni Cuperlo e Maria Iacono

Angelo Capodicasa, Gianni Cuperlo e Maria Iacono
Angelo Capodicasa, Gianni Cuperlo e Maria Iacono
Gianni Cuperlo con l'ex senatore Vittorio Gambino
Gianni Cuperlo con l’ex senatore Vittorio Gambino

Non ce l’hanno fatta ad essere presenti i deputati  Paolo Corsini e Claudio Fava per la soppressione dei loro voli a Fiumicino. Ce l’ha fatta invece Gianni Cuperlo che ha preferito l’autobus e così ha potuto trarre le conclusioni del convegno “La sinistra alla prova dei cambiamenti”. Organizzato dall’associazione Demos del Pd e dall’on. Angelo Capodicasa il convegno si è svolto presso l’hotel Dioscuri Bay Palace il cui salone risultava al completo di partecipanti interessati alla problematica turbolenta che investe soprattutto il Pd e che hanno avuto modo di intervenire prima delle conclusioni, parecchio drammatiche di Gianni Cuperlo.  L’on. Capodicasa già nella sua introduzione non era stato da meno e a grandi falcate ha percorso la storia della sinistra e in particolare il momento di sofferenza che sta attraversando il Pd, giunto – ha detto – a un punto cruciale di svolta. Dalla caduta del muro di Berlino che ha provocato lo sconvolgimento dei vecchi assetti all’attuale “economia di carta che si mangia l’economia reale”, Capodicasa ha tenuto a rilevare come la nascita del Pd è stato il tentativo di rispondere alle domande abbandonando le vecchie certezze e allargando le basi della sinistra che rischia continuamente di perdere lo spazio sociale-politico. Il presidente di Demos ha precisato che mettere la sinistra alla prova dei cambiamenti significa discutere e assumere strategie mirate soprattutto oggi che appare una qualche incrinatura del consenso. Una rivelazione drammatica  Capodicasa la offre all’uditorio allorchè racconta il momento in cui Pippo Civati gli fece leggere la bozza di un suo piccolo saggio e che costrinse Capodicasa a dirgli “Pippo ma così ti prepari a uscire dal Pd”. Le conseguenze oggi sono note – riflette Capodicasa – così come è notoriamente aperto il dibattito su una sinistra che muore  e su una sinistra che ha un futuro, per questo occorre farsi carico e pretendere un dibattito che ha bisogno di toni forti. Dibattito che l’associazione Demos porta avanti da parecchi anni dedicandolo di volta in volta ad accadimenti e personalità della storia italiana ed anche quest’ultimo evento è dedicato alla memoria di Giacomo Di Benedetto prematuramente scomparso alcuni mesi fa. Diversi e qualificati gli interventi che hanno preceduto il discorso di Gianni Cuperlo ringranziando gli autori per il tema da loro proposto, quello della scuola. Argomento bruciante che rischia di far perdere al Pd un consenso che si era stratificato negli anni. Riprendendo un titolo del quotidiano “Repubblica” (La sinistra riparta dal centro), Gianni Cuperlo preferisce e suggerisce che la sinistra riparta da se stessa e si chiede “dov’è la sinistra vincente”? La risposta fornita da Cuperlo sta tutta nello “scoprire le radici e l’orgoglio di un pensiero perchè la sinistra è un campo di valori che si organizza nella storia, nelle persone in carne e ossa. Una sinistra che deve alzare lo sguardo sul mondo chiedendosi che mondo è quello che attraversiamo. La sinistra dov’è, come si uscirà da questa stagione? “Se la lingua parla e pensa per noi, come diceva De Mauro, allora occorre non usare parole come “radere al suolo” e riflettere sugli errori dell’occidente (guerra in Iraq) e rimettere al centro un mondo che sta esplodendo e ripensare il suo equilibrio, inserendo l’Italia, a cosa è diventato questo paese.

Tamponare le falle non basta più per questa crisi che è la peggiore dai tempi di Cavour. E qui, Cuperlo annota il diario d’inizio di quest’anno con la strage di Parigi, il pilota giordano arso vivo, le stragi nelle università americane, il sequestro delle studentesse da parte di Boko Haram. Le scuole – rileva  Cuperlo – sono diventate oggetto di violenza, l’istruzione, la cultura il sapere sembrano diventati pericolosi e persino uno dei popoli più sofferenti, i palestinesi, hanno subito una decapitazione per non volere assoggettarsi alla apocalisse islamica. Per finire al grande tema del Mezzogiorno d’Italia con il milione di gente  sulla soglia della povertà e si dice infine amareggiato per un partito, il Pd che rottama e distrugge certi suoi componenti come fossero dannosi volatili notturni. “Occorre costruire un metodo che è poi la sostanza delle cose e con umiltà vorrei fare osservare la facilità con cui Renzi ha raggiunto questo potere e chi c’era prima ha contribuito ad aprirgli la strada. Trovare quindi le ragioni di una sinistra non della sinistra e non può bastare una forza del Pd molto personalizzata, la responsabilità del segretario  consiste nel non dividere contrapponendo l’uno all’altro ma la capacità di costruire un campo laico e largo con le culture popolari. Sono preoccupato per il partito, per Cofferati, per le polemiche sull’Italicum, sono preoccupato per quello che dice Barca che ha trovato a Roma un “partito cattivo e pericoloso”, sono preoccupato per le liste in Campania, non si può fingere di non vedere”.

Cuperlo ricorda a tal proposito il dialogo  fra politici e palazzinari nel film “Le mani sulla città” di Francesco Rosi e chiude la sua prolusione con un vigoroso “restiamo per batterci, è una scommessa perchè la grandezza della politica risiede nella possibilità di non dare una risposta da solo”.

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