Agrigento, Di Rosa: “Costi politica aumentati per gli ignari cittadini”

Agrigento, Di Rosa: “Costi politica aumentati per gli ignari cittadini”

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“La giunta comunale pesa sulle tasche degli agrigentini segnando un più 100.000 euro rispetto quella passata e così tanto contestata per gli esosi (?) costi della politica”.

In una nota stampa interviene l’ex consigliere comunale di Agrigento, Giuseppe Di Rosa (in foto), e neo membro del movimento “Noi con Salvini” di Agrigento, che aggiunge:

“I fondi risparmiati dai gettoni di presenza (dell’attuale consiglio comunale) sono stati dirottati verso le indennità degli assessori, causando un notevole incremento dei costi per gli ignari cittadini di Agrigento.

L’attuale amministrazione ha realizzato fino ad oggi solo pedonalizzazioni (senza farle per altro rispettare) e ha lavorato su deliberazioni del vecchio consiglio comunale; non si ravvisa nessun valido motivo per l’ingiustificato dirottamento dei suddetti fondi pubblici che, diversamente, potevano e dovevano essere stornati ai i servizi sociali oppure a opere di sussidio. La città di Agrigento vive, infatti, un momento storico di tutto rilievo in senso negativo”.

Afferma Di Rosa che: “Impedire la cumulabilità dei gettoni di presenza, dimezzare l’indennità del sindaco e ridurre considerevolmente quella degli assessori sono impegni che quest’amministrazione dovrebbe prendere immediatamente con la città se intende rimanere coerente”.

Chissà se adesso, assessori designati come (per esempio) Beniamino Biondi, esponente di spicco dell’associazione LabMura, avrà il coraggio di dire “no” alla propria indennità di assessore.

Lo stesso Biondi era tra i promotori nella manifestazione contro “gettonopoli”, palesemente creata e cavalcata dai poteri occulti che padroneggiano sul P.R.G. agrigentino da quasi mezzo secolo.

Ancora ricordiamo il suo dire di Biondi, “un NO categorico” a rinunciare alla propria indennità di assessore. Come mai l’ha dimenticato? Eppure lo slogan comune non era forse “noi siamo altro”? Effettivamente nel senso negativo ha perfettamente ragione.

Sempre Beniamino Biondi – divenuto famoso per la riqualificazione del centro storico (che da disoccupato ha seguito molto da vicino) – ha aperto nello stesso quartiere centrale un locale con altri due soci; stranamente però, sarà per la sua attuale carica da assessore, non ha ritenuto “opportuno” chiedere alcun permesso agli uffici competenti;

Sarebbe doveroso che il sindaco spiegasse che aprire un locale e non comunicare agli uffici “attività produttive del comune” l’inizio attività, con allegata documentazione sanitaria ed amministrativa necessaria, sia una cosa lecita. Oppure lo è solo per l’assessore Biondi?

“Non credo proprio – continua Di Rosa – che Biondi o gli altri signori della giunta comunale dicano di no all’indennità lievitata dopo il panettone elettorale; dovranno comunque risponderne ai cittadini, ben sapendo che è loro dovere limitare questa fuoriuscita di denaro pubblico, e tornado linea con le altre amministrazioni italiane”.

Terminando Di Rosa afferma: “Aspettiamo curiosi la relazione degli assessori sul loro operato così come stabilito nello statuto comunale. Solo in questo modo potremmo avere contezza di quanto sia gravoso il loro lavoro e quindi lo potremo “quantificare” e “paragonare” con quello di altri loro colleghi in tutta Italia. Si potrebbe davvero fare un ottimo confronto costi/risutati”.

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