Agrigento, estorsione ai danni di imprenditore: chiesti 10 anni per Massimino e 7 per Militello

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Agrigento, estorsione ai danni di imprenditore: chiesti 10 anni per Massimino e 7 per Militello

di Redazione
Pubblicato il Apr 13, 2018
Agrigento, estorsione ai danni di imprenditore: chiesti 10 anni per Massimino e 7 per Militello

Requisitoria dei Pubblici ministeri stamani nel corso dell’udienza del processo che si celebra col rito abbreviato a Palermo davanti al Gup Fabrizio Molinari scaturito dall’inchiesta, condotta dalla Dia di Agrigento agli ordini di Roberto Cilona, su una estorsione in danno di due imprenditori di Agrigento, Ettore e Sergio Li Causi.

Il procedimento vede imputato Antonio Massimino, 49 anni, presunto boss di Villaseta e Liborio Militello, 50 anni, anche lui originario della Città dei Templi.

I pubblici ministeri della Dda Alessia Sinatra e Claudio Camilleri, dopo oltre un’ora di intervento, hanno chiesto di affermarsi la responsabilità penale dei due imputati e condannare a dieci anni di reclusione Antonio Massimino ed a sette anni Liborio Militello.

La pubblica accusa, contestualmente, ha chiesto la trasmissione degli atti in Procura per ciò che concerne la deposizione del teste (chiamato a deporre dalla difesa degli imputati)  Salvatore Gambino, 46 anni, agrigentino, titolare di una ditta di impianti elettrici che era stato coinvolto, in un primo momento quale mandante di un episodio estortivo prima che la sua posizione venisse archiviata.

Per lui i due pubblici ministeri, che hanno depositato due conversazioni intercettate del 7 novembre 2016,  hanno avviato un procedimento penale con l’accusa di falsa testimonianza.

Gambino, interrogato in udienza aveva dichiarato: “Non conosco Antonio Massimino e mai mi sono rivolto a lui. Né conosco Liborio Militello. Li Causi, è animato da astio per questioni familiari. Da tempo ho sparso voce che Li Causi era mio debitore e per questo ho dovuto pagare il prezzo di essere indagato. I Li Causi hanno con me un debito di 85 mila euro e ho fatto loro un decreto ingiuntivo per riscuoterlo”.

Il processo, che è  continuato con le arringhe degli avvocati difensori (Salvatore Pennica  nell’interesse di Massimino e  Giovanni Castronovo e Carmelita Danile per Militello), è stato aggiornato al prossimo 19 aprile per le repliche.

 


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